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Caso Catania, inizio in ritardo per serie B e Lega Pro. Tavecchio: “Conta essere puliti”

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Non importante il quando ma il come. Carlo Tavecchio, presidente della Figc, dagli studi di “UnoMattina Estate” su Rai 1 riconosce che l’inizio dei campionati di serie B e Lega Pro potrebbe slittare alla luce dei recenti scandali. “Per l’Europa conta l’inizio dei campionati di serie A, abbiamo degli obblighi per Champions ed Europa League – spiega – Serie B e Lega Pro non hanno l’obbligo di partire il 21 agosto. Dobbiamo partire puliti, questo e’ il problema. Dobbiamo fare di necessita’ virtu’, se partiamo con societa’ non censurate o in itinere di censura, faremmo un errore. Se partono il 28 agosto anziche’ il 21 nel panorama federale non cambia niente”. Dunque i tornei potrebbero slittare “in funzione della magistratura” ma dal punto di vista sportivo “i nostri processi dovranno avere immediato riscontro durante il mese di agosto”. Casi come quello del Catania o gli scandali scommesse sono comunque figli della crisi economica che attraversa il calcio italiano. “Le societa’ hanno problemi economici devastanti, vuoi per cattive gestioni o per costi esorbitanti – sottolinea Tavecchio – e le necessita’ gravi fanno l’uomo ladro. I presidenti provano in maniera illecita a raccogliere fondi, sono situazioni frutto di un sistema in crisi che va messo a posto e questo non puo’ essere fatto senza regole precise di controllo”. Regole che la Figc ha gia’ elaborato ma che non puo’ mettere subito in atto “perche’ ci sarebbero molte criticita’, ci sarebbero societa’ di serie A con problemi d’iscrizione. Ci vuole un piano quinquennale per mettere a regime tutti i processi economici e salvare questo sistema. Oggi i diritti tv sono in soccorso ma se fossero messi a regime in maniera corretta, con aziende con bilanci seri, dove i costi gestionali non superano le spese, il Paese sportivo si salverebbe”. Tornando al caso Catania, “dal punto di vista sportivo la lealta’ e’ stata calpestata, vilipesa. Un uomo di sport non puo’ sentire queste cose. Ora c’e’ un reo confesso, c’e’ chiarezza, chi ha fatto il danno ha confessato e si parte con un punto chiaro – aggiunge – La giustizia parte almeno con un vantaggio e l’istruttoria sara’ agevolata”. Infine, sull’imminente rinvio a giudizio di Antonio Conte nell’inchiesta di Cremona sul calcioscommesse, il presidente federale ribadisce che il suo futuro sulla panchina azzurra non e’ a rischio. “La sua motivazione per il sacrificio, per il lavoro e’ rimasta intatta e la Figc lo ritiene il commissario tecnico che serve per qualificarci agli Europei. E lui intende rispettare il contratto. Quando sono arrivato tutti sapevano che Conte aveva questa situazione davanti alla giustizia e il problema non e’ mai stato sollevato, tutti volevano Conte ct a furor di popolo – ricorda Tavecchio – Il contratto gli scade l’anno prossimo e non e’ stato condannato”.

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