Caso Saguto: Csm, accertamenti tempestivi e rigorosi

Caso Saguto: Csm, accertamenti tempestivi e rigorosi

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Silvana Saguto e Gaetano Cappellano Seminara e Tommaso Virga

“Siamo stati tempestivi nell’apertura della pratica, come era doveroso, e saremo tempestivi e rigorosi nell’accertamento dei fatti e nell’adozione di provvedimenti di nostra competenza”. Ad assicurarlo è il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, in riferimento al fascicolo sul caso dei magistrati palermitani coinvolti nell’inchiesta sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. Del fascicolo si occupa la prima commissione del Csm, presieduta dalla consigliera laica Paola Balducci, che nei giorni scorsi ne aveva sollecitato l’apertura. Relatore è il consigliere Pierantonio Zanettin (Fi). La commissione ha chiesto gli atti alla Procura di Caltanissetta e al Tribunale di Palermo. “Prima procederemo alla lettura degli atti, poi valuteremo eventuali audizioni, che però in un caso del genere sono scontate”, hanno spiegato Balducci e Zanettin. Il caso coinvolge quattro magistrati: Silvana Saguto, presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo che ha lasciato il suo incarico, Tommaso Virga, ex consigliere del Csm e presidente di sezione dello stesso Tribunale, Dario Scaletta, pm alla Dda di Palermo e Lorenzo Chiaramonte, un altro giudice delle Misure di prevenzione che pure ha lasciato il suo posto. “Il turbamento prodotto da questa vicenda riguarda l’autogoverno della magistratura – ha sottolineato Legnini – Siamo in contatto con il presidente del Tribunale di Palermo, Salvatore Di Vitale, che è intervenuto con tempestività e sensibilità. Oltre all’accertamento dei fatti c’è un altro obiettivo prioritario, assicurare la prosecuzione del lavoro del Tribunale, che già il presidente sta assicurando”. Più in generale, ha aggiunto, “vorremmo segnare un’accentuazione del rigore nella valutazione di quanto accade negli uffici giudiziari. Saremo sempre vigili”. Il fascicolo “avrà una corsia preferenziale, abbiamo chiesto risposte in tempi brevissimi” ha spiegato la consigliera Balducci, osservando come la prima commissione “pur con i limiti di potere che ha, è sempre molto tempestiva nei suoi interventi e fa tutto quello che la normativa vigente le consente. Se il legislatore modificasse le norme e ci consentisse interventi anche in prevenzione – ha assicurato – ne saremmo lieti”. Anche il vicepresidente Legnini ha evidenziato la “necessità che il Csm recuperi autorevolezza e rigore nell’accertamento dei fatti e nelle sanzioni, nella consapevolezza che gli strumenti che il legislatore offre sono inadeguati”.

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