Agrigento

Cattedrale periclitante: occorre mobilitazione di massa

Quadro primo – La Cattedrale di Agrigento

Ero ragazzo, abitavo nel centro storico di Agrigento e la Cattedrale per me e tanti ragazzi era il punto di riferimento. Si entrava con rispetto, affascinati da quel tetto ligneo con la grande aquila al centro, dall’urna di San Gerlando con gli angioletti in argento, da quelle tre navate con tanti dipinti. Preti pieni di fervore e capaci di coinvolgimento ci accoglievano e non erano solo preghiere ma anche momenti ricreativi.

Le celebrazioni per San Gerlando ma anche per il periodo di Natale le ricordo dense di suggestioni.

Più d’una volta (con qualche anno in più sulle spalle) ho recitato con altri (Pippo Montalbano, Pippo Crapanzano, Lia Rocco, Grazia Cani) pagine della Pastorale.

La Cattedrale (e a volte anche la chiesa di Sant’Alfonso dove si allestiva un grande presepe) era il mio “rifugio”. Tanti anni addietro fui felice di organizzare proprio in piazza Duomo delle rappresentazioni teatrali in piena estate dimostrando come centinaia di persone affollavano quella piazza, si sedevano sugli scalini della Cattedrale. Era una festa, una riappropriazione culturale.

Un paio d’anni addietro ho preso parte alla notte bianca promossa dalla Curia in difesa della Cattedrale. Sono stato alla biblioteca Lucchesiana che vedevo finalmente nella pienezza del suo splendore. E quanta gente è venuta quella sera mentre leggevo Pirandello, Sciascia e altri autori e condividevo quel momento con alcuni poeti agrigentini.

Perché questi ricordi? Sono cronache di questi giorni: si riparla dei pericoli che corre la Cattedrale, ormai chiusa da tempo. degli appelli del cardinale Montenegro. E ho in mente le promesse di vari politici per interventi urgenti. Qualcuno della Regione parlò di milioni già pronti.

La realtà ci dice che solo la Curia sta cercando con mezzi propri di intervenire per affrontare i pericoli immediati.

Per quanto riguarda la gente; se il cardinale celebra una messa sul sagrato della Cattedrale ci va, si fa la croce, prega e poi a casa. Se si ama quel bene religioso (per altri culturale), se si vuole riaccendere di speranza un centro storico sempre più deserto (anche se ci sono ancora persone che resistono e lo abitano) la Cattedrale è il faro acceso. Dev’essere la gente comune a una mobilitazione permanente. Spero invece che i politici in questo periodo elettorale non la nominino. Per decenza, per onestà intellettuale.

Quadro secondo – Scuola e libertà

La scuola è la palestra della libertà. Senza scuola saremmo in un tunnel senza uscita. I dittatori (si guardi in ultimo la Turchia) non amano la scuola. la piegano alle loro dottrine, le danno solo la loro verità. e invece la scuola è il luogo del confronto, delle diverse concezioni religiose, politiche, sociali.

In Italia questa libertà si pratica; non sempre in maniera dialettica che qualche docente o dirigente ne fa in certi casi luogo di imposizione delle proprie scelte. Ma sono casi minoritari che spesso vengono denunciati.

Difendiamo questa libertà. Mai un solo punto di vista ma diversità di “letture”. Ecco perché spesso sostengo che il libro di testo (specialmente in letteratura) va integrato con la conoscenza degli autori contemporanei. E sostengo quei docenti che vanno oltre il testo ufficiale per aprire gli occhi e la mente dei ragazzi sulle idee diverse. Ecco perché ci sono materie che difendo ad oltranza (storia, geografia, fisica). i dittatori strappano pagine di storia, in nome dell’integralismo religioso (vedi sempre Turchia), sopprimono la fisica, lo studio delle scienze, la storia, la geografia. Annullano pagine sugli autori della letteratura.

Difendiamo la scuola e la sua libertà. Se vogliamo che la democrazia, la partecipazione, la diversità delle idee siano ricchezza per tutti.

Quadro terzo – Le minacce al giudice Ignazio Fonzo

Spesso la gente si riempie la bocca della parola giustizia. Mi accorgo che la parola vale per gli altri; non per noi. E allora quando un giudice, in nome della legge, applica la giustizia ecco le stupide reazioni. Al giudice Ignazio Fonzo, attualmente procuratore aggiunto a Catania, è arrivata una lettera di minacce e insulti. Lo si accusa di cattiveria perché ha ordinato demolizioni di case realizzate fuori legge. si insinua che lo ha fatto solo per carrierismo e gli si augurano pene dell’inferno a lui e famiglia.

Intanto a un giudice serio, capace, che ha agito in nome della legge va tutto il mio rispetto e la mia solidarietà.

Ragioniamo: se io vado contro legge e vengo “pizzicato” la colpa è di chi mi condanna o mia che ho agito al di fuori delle regole? L’abusivismo è stata ed è una piaga dolorosa; si è stati abusivi nell’assenza di regole, per colpa di amministratori che hanno taciuto o sono stati complici, per arroganza e delirio di potenza dinanzi le regole da rispettare.

E ce la prendiamo col giudice che è costretto ad applicare la legge come spesso invochiamo quando si tratta degli altri?

Il caso Licata è emblematico. Si sfiducia un sindaco che deve applicare la legge e ora il commissario non può che fare il suo dovere e così tornano le demolizioni.

Quadro quarto – Siamo uomini …

Celebre la frase che dice Totò in un suo film: “Siamo uomini o caporali?”. E chi è il caporale per Totò? Il prepotente, il cretino che assume posti di responsabilità, colui che perseguita il prossimo perché la carica che ha glielo permette, chi, in vari campi sociali, si dà autorità che non ha. troppi oggi i caporali; nella sanità, negli uffici pubblici, financo nella distribuzione idrica.

Troppi imbecilli che vogliono sopraffare gli altri.

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