Cattolica Eraclea, va alla chiesa casa confiscata al boss Terrasi (video)

Cattolica Eraclea, va alla chiesa casa confiscata al boss Terrasi (video)

668 views
0
SHARE
La cerimonia del bene confiscato a Cattolica Eraclea al boss Terrasi (a sx)

“Un grazie a chi ha trasformato in realtà questo piccolo grande sogno”. E’ rimarcando le parole pronunciate dal cardinale Francesco Montenegro a Naro durante la consegna di alcuni terreni confiscati alla mafia che il sindaco di Cattolica Eraclea, Nicolò Termine, ha consegnato ieri l’appartamento che fu del boss Domenico Terrasi all’arciprete don Nino Giarraputo.

L’immobile adesso verrà ristrutturato, una parte sarà utilizzata come alloggio del parroco, un’altra parte servirà per riunioni parrocchiali. “Dopo aver consegnato il piano terra dell’immobile confiscato in via Enna alle suore di Sant’Anna, abbiamo assegnato adesso, con bando pubblico, il primo piano alla parrocchia del Santo Spirito. E’ nostra intenzione – ha detto ieri il sindaco Termine – assegnare altri beni, certi di mandare così un messaggio importante di sensibilizzazione sul tema della legalità alle giovani generazioni e non solo, nel ricordo di chi ha pagato con vita l’impegno contro la mafia rendendo oggi tutto questo possibile. Da Falcone a Borsellino che come altri valorosi magistrati l’hanno combattuta sul fronte giudiziario, a Padre Pino Puglisi, che sfidò la mafia con piccoli gesti quotidiani impegnandosi a formare nuove coscienze libere a Brancaccio”.

“Il riutilizzo dei beni confiscati ha un importante valore di riscatto morale e sociale”, ha aggiunto l’arciprete don Nino Giarraputo. Sono complessivamente 17 i beni confiscati a Cattolica, quello assegnato alla chiesa è il secondo che viene riutilizzato come prevede la legge Rognoni – La Torre. Un altro bene, confiscato a Gaetano Amodeo, che fece parte del commando che uccise il maresciallo Giuliano Guazzelli, era stato assegnato all’Arma dei Carabinieri che avrebbe voluto farne una foresteria per militari, ma il progetto non è stato ancora presentato e adesso incombe il rischio di revoca dell’assegnazione. “Chiederemo all’Arma se intende presentare il progetto, altrimenti provvederemo a fare un nuovo bando per l’assegnazione”, ha detto il sindaco.

“La confisca – ha detto Maria Grazia Brandara, presidente del Consorzio agrigentino legalità e sviluppo commentando la nuova consegna – è uno degli strumenti più efficaci nel contrasto alle mafie. Un patrimonio ingente che ha favorito esperienze di riutilizzo e trasformazione della ricchezza macchiata di sangue in bene comune. I mafiosi cominciano a traballare quando si toccano loro le tasche e quando viene reso visibile ed inconfutabile il loro non controllo del territorio. E’ molto positivo il riutilizzo per fini sociali perché serve – ha sottolineato – a costruire un’etica della legalità e della responsabilità”.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *