Cga decide su Prg Agrigento: è valido quello approvato dal Consiglio comunale

Cga decide su Prg Agrigento: è valido quello approvato dal Consiglio comunale

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Prg Agrigento

E’ stato respinto dal Cga (Consiglio di giustizia amministrativa) di Palermo, il ricorso proposto dal comune di Agrigento, rappresentato e difeso dall’avv. Guido Sinatra contro la società Gellia Agrigento S.r.l., in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Giovanni e Giuseppe Immordino e nei confronti dell’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, per la riforma della sentenza del T.A.R. Sicilia- Palermo, sezione II n. 333/2015. La vicenda sancisce ulteriormente che il Piano regolatore di Agrigento valido è quello adottato dal Consiglio comunale nel 2005 e non quello successivamente modificato nel 2009 o quello approvato dalla Regione Siciliana nel 2012 con decreto del presidente della Regione, Raffaele Lombardo in seguito a un parere emesso dal Cga. La vicenda è legata al ricorso della ditta Gellia srl sostenuta e difesa dall’avv. Rosa Salvago che aveva con forza rappresentato in giudizio che il Prg valido ad Agrigento è quello adottato dal Consiglio comunale nel 2008 e non quello modificato anni dopo, dalla Regione Siciliana.
La vicenda Gellia è lunga e complicata: tutto parte nel lontano 2010, quando la ditta Sogea chiede la concessione per la costruzione di un edificio da adibire a centro commerciale in via Leonardo Sciascia. Il 15 novembre 2010 il dirigente dell’Utc “vista la relazione istruttoria e la documentazione allegata”, ovvero i pareri dell’Asp e di Girgenti acque, determina il rilascio della concessione edilizia. Tre giorni dopo, il 18 novembre, calcola gli oneri di urbanizzazione, che successivamente verranno ratealizzati, e il 14 febbraio 2011 eroga circa 245.000 euro. A giugno del 2011 la Sogea, che nel frattempo ha cambiato nome in Gellia chiede al Comune che fine abbia fatto la sua concessione, arrivando, ad ottobre, ad annunciare anche un ricorso al Tar che però non viene mai depositato. Il 21 marzo 2012 il dirigente dell’Utc prepara la variante alle prescrizioni esecutive che prevede anche l’inserimento di centri commerciali e alberghi nelle zone F2 e F3, che quindi fino a quella data non potevano essere costruiti in quelle aree e il 29 marzo 2012 la Gellia Srl protocolla una diffida con cui chiede la restituzione degli oneri versati. Poi venne comunicata l’incompatibiltà tra progetto e Prg e il 24 aprile viene data disposizione di avviare il procedimento di revoca della pratica e la restituzione delle somme versate dalla ditta, che poi si concretizza a maggio, senza che però la pratica sia ritirata, né le somme restituite. Il 24 luglio il Consiglio comunale votò positivamente quelle variazioni al Prg, tornando indietro su suoi passi il 29 aprile 2013, dopo che il Cru aveva ritenuto non applicabile la variante. Il 7 maggio 2013, viene pubblicata la delibera consiliare e, nella stessa mattinata la Gellia Srl, minacciò di chiedere 5 milioni di euro al Consiglio comunale qualora non avesse ripensato la propria decisione. Il 19 luglio di quell’anno l’Aula con 11 voti favorevoli e solo 3 contrari sollecitò agli uffici a produrre una proposta di deliberazione per vedere se fosse possibile consentire alla società di realizzare l’opera, ottenendo, solo in agosto, una risposta dall’Ufficio tecnico comunale, che riteneva inutile ogni ulteriore pronunciamento in merito essendo intervenuto, a giugno, il parere del Cru. Va anche detto che nel giugno del 2012 il Governo regionale accolse il ricorso opposto dal Comune rispetto alle prescrizioni esecutive applicate al Prg dal Consiglio regionale dell’urbanistica (tra queste la riduzione – poi cassata – dell’edificabilità nelle cosiddette zone C4). Nell’accogliere il ricorso, però, la Regione avrebbe eliminato tutto il decreto di approvazione del piano del 2009, rendendo adottato il testo nella sua versione del 2005.
“Il punto centrale della presente controversia – scrive appunto adesso il Tar sulla vicenda – attiene all’individuazione di quale disciplina urbanistica possa e debba trovare applicazione sulle aree di interesse della società ricorrente. Ciò in quanto, sulla base delle previsioni di Prg adottate dal Comune, l’intervento proposto della Sogea (poi Gellia) risultava, e risulta, ammissibile”. Questo sblocca i lavori della ditta verosimilmente già nell’immediato, e imprime una profonda ferita (l’ennesima) nello strumento di previsione urbanistica”. Nonostante la decisione del Tar e in attesa della decisione de Cga, il Comune ha continuato a rilasciare permessi, licenze, concessioni e sanatorie e ad incassare oneri di urbanizzazione e tasse sui terreni edificabili.
Adesso la decisione tanto attesa è arrivata. Il ricorso del comune è stato respinto, è passata la linea della Gellia srl. E adesso saranno dolori.
Qui allegato il provvedimento del Consiglio di giustizia amministrativa.
ordinanza CGA Gellia

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