Agrigento

Cgil: focus socio-economico sulla provincia di Agrigento

La Cgil ha presentato il suo “focus” socio economico della Provincia, che fa luce – ci dice il segretario Massimo Raso – sui contesti più importanti: dalla struttura della popolazione ai tassi del mercato del lavoro, dalla percentuale di occupati per settore (con confronti rispetto agli anni scorsi), alle ore di cassa integrazione guadagni per tipo di intervento, alle imprese attive, sino al commercio con l’estero, dalle infrastrutture al “valore aggiunto” agrigentino.

Il lavoro è del Cerdfos, Centro studi Cgil Sicilia, presieduto da Giuseppe Citarella che ha lavorato a questo studio su dati Istat, Inps, Istituto Tagliacarne e Infocamere che ha provveduto a rielaborare insieme a Giuseppe Nobile, responsabile ufficio Statistica della Regione, Michele Giovanni Libro e Roberto Foderà dell’Istat.


Particolarmente soddisfatto dell’iniziativa è il segretario generale della Cgil Massimo Raso che ritiene utile che “in questa provincia si discuta “dati alla mano” di quello che dobbiamo fare per risollevarla”.

La Cgil punta alla stesura di un documento finale che leghi i focus di tutti i territori dell’Isola; una preziosa base di ragionamento per effettuare l’analisi dei territori e redigere una proposta unica frutto di analisi reali.

L’attuale offerta elettorale quanta consapevolezza ha di questo vostro rapporto statistico?

Noi abbiamo messo in carta tutto quanto è avvenuto in provincia dal 2008 a oggi, dalla demografia ai dati economici, dalle strutture delle aziende all’occupazione. E’ un lavoro completo che serve a conoscere meglio dove siamo e poi supportare le azioni rivendicative che noi denunciamo. Questo studio sistematizza questi dati”.

A Giuseppe Citarella  facciamo notare come proprio oggi dati dell’Ocse pongono la Sicilia un anno indietro rispetto ad altre realtà nordiste. Vien fatto l’esempio dei pochi laureati e come se non bastasse  poco preparati.

“E’ un itinerario che stiamo predisponendo per tutte le camere del lavoro della Sicilia e alla fine faremo un volume di tutte queste proiezioni socio-economiche. Credo che è un tipo di lavoro molto utile, il fatto stesso che  un quotidiano nazionale “Milano-Finanza” ha ripreso questa analisi ci spinge a fare sempre meglio per capire realmente quello che è avvenuto in Sicilia. Qui abbiamo un dramma che è quello dell’occupazione, c’è un dato che dal 2008 al 2016  si perdono 632mila posti di lavoro e nello stesso periodo in Sicilia si perdono 126 mila posti di lavoro e il rapporto Sicilia Italia raggiunge il 40%, quindi la disoccupazione ha pesato enormemente nella nostra regione. Senza contare gli investimenti che sono calati del 50% e anche se negli ultimi due anni notiamo   qualche ripresa, sostanzialmente siamo sempre sotto,  in media del 12%. Tutto quello che riguarda la Sicilia è in controtendenza rispetto a quello che sta avvenendo nella nazione che ha raggiunto i livelli di occupazione del 2008. Noi continuiamo ad andare sempre indietro per quanto riguarda l’occupazione”.

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