Colpo in banca a Favara, i dettagli del blitz con la cattura...

Colpo in banca a Favara, i dettagli del blitz con la cattura dei 5 rapinatori

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Melo Guidotto, Antonio Infantino, Maria Luana Lo Nigro, Antonio Pietro Zammataro, Francesco Nicolosi

Rapina a Favara, uno dei banditi
Rapina a Favara, uno dei banditi
Rapina a Favara, i banditi
Rapina a Favara, i banditi

rapina 3La Polizia di Stato nella giornata di ieri ha tratto in arresto cinque persone, tutte di origine catanese, ritenute responsabili della rapina avvenuta alle ore 15:10 circa, presso la filiale 777 della Banca Nuova di Favara, in quella via Kennedy. La brillante operazione di polizia è stata portata a termine dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento, diretti dal dirigente Giovanni Minardi, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento.
In particolare, dalla tarda mattinata di ieri, personale della Squadra Mobile predisponeva un periodico servizio di controllo antirapina, nell’occasione proprio nella cittadina di Favara, avente ad oggetto gli esercizi commerciali ed in particolare istituti di credito e postali.
Alle ore 15:15 circa, il personale operante nella zona della via Kennedy, notava uscire di corsa tre soggetti con dei berrettini, dalla filiale della Banca Nuova; costoro percorrevano frettolosamente la scalinata che conduceva alla limitrofa via Spagna.
Immediatamente il personale raggiungeva l’istituto di credito il cui personale confermava che vi era stata appena consumata una rapina ad opera di tre soggetti con accento catanese.
La nota veniva subito diramata alle altre pattuglie in zona e venivano organizzati dei pattugliamenti e posti di controllo.
Altro personale giunto nella via Spagna, apprendeva informalmente che tre soggetti erano poco prima saliti molto rapidamente a bordo di una Renault Megane di colore grigio chiaro e con la medesima, condotta da una donna, si allontanavano velocemente; non si riusciva ad acquisire la targa della vettura.
Anche tali informazioni venivano diramate alle auto in zona.Immagine1
La ricerca, mai interrotta, veniva quindi estesa, a più ampio raggio, sulle possibili vie di fuga in direzione Catania.
Dopo circa trenta minuti, sulla strada statale 115 nei pressi del bivio per Naro, una delle pattuglie notava una Renault Megane, corrispondente alla precedente descrizione, condotta da una donna e sulla quale viaggiavano altri due uomini, che seguiva a breve distanza un furgone bianco che trasportava divani e materassi.
Entrambi i mezzi dalla statale 115, imboccavano la statale 576 in direzione Naro; attesa la corrispondenza dell’autovettura in transito, tra l’altro condotta da una donna così come appreso poco prima sul luogo del delitto, il personale della Squadra mobile decideva di sottoporla a controllo; considerato che anche il furgone bianco, sul quale viaggiavano altri due uomini, che era stato incidentalmente notato nel primo pomeriggio, pareva verosimilmente viaggiare unitamente alla vettura. Il controllo veniva esteso ad entrambi i mezzi: un Fiat Ducato, condotto da Pietro Antonino Zammataro, 33 anni, cui passeggero risultava essere Francesco Nicolosi, 45 anni; una Renault Megane condotta da Maria Luana Nigro, 34 anni, con a bordo Antonino Infantino, 35 anni, e Melo Guidotto, 27 anni.
Immediatamente, dall’accento, si aveva modo di capire che i soggetti erano di origine catanese ed atteso che anche questo elemento corrispondeva alle informazioni in precedenza assunte, anche in virtù dell’atteggiamento nervoso degli astanti, si procedeva a perquisizione personale e dei mezzi che dava esito positivo.Immagine3
L’attività di ricerca permetteva di rinvenire e sequestrare un totale di oltre 12.700 euro, già suddivisi ed in possesso dei quattro uomini controllati.
Sulla Renault Megane, si rinvenivano, altresì, all’interno del porta oggetti centrale, due telefoni cellulari, verosimilmente sottratti ad alcuni clienti presenti all’interno della banca.
La visione delle immagini del sistema di videosorveglianza della banca e l’ulteriore attività investigativa posta in essere dalla Squadra Mobile, permetteva di delineare un quadro probatorio ritenuto di rimarchevole pregio a carico degli arrestati.
Il pubblico ministero Andrea Maggioni, che ha assunto la direzione delle indagini, ha disposto l’accompagnamento presso la Casa circondariale di Petrusa per i quattro uomini e gli arresti domiciliari per la donna.

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