Cronaca

Commemorazione generale Dalla Chiesa: l’omaggio del Capo dello Stato

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella oggi a Palermo ha commemorato il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il prefetto di Palermo ucciso dalla mafia il 3 settembre di 35 anni fa, assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro ed all’agente Domenico Russo.
Presenti nel luogo della cerimonia anche il Presidente del Senato Piero Grasso, il ministro degli Interni, Marco Minniti, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. Assieme a Nando, Rita e Nando Dalla Chiesa le massime autorità dello Stato.
Oltre ai vertici militari, dei carabinieri e della Guardia di finanza, presenti anche il sindaco Leoluca Orlando, il presidente della Regione Rosario Crocetta, il prefetto Elena De Miro, Vincenzo Agostino il papà di Nino, il poliziotto ucciso con la moglie nel 1989. Il Capo dello Stato ha deposto una corona d’alloro davanti alla lapide bronzea in cui avvenne la strage e dove un cittadino anonimo lasciò la scritta: “Qui muore la speranza dei siciliani onesti”.


Il ricordo del presidente Grasso: Straordinario esempio di dedizione alle istituzioni
“Quando fu nominato ‘super prefetto’ a Palermo in molte persone si accese la speranza. Del resto il carisma, i successi nella lotta al terrorismo, l’assoluta fedeltà allo Stato e l’autorevolezza di Carlo Alberto Dalla Chiesa giustificavano quella rinnovata fiducia in una svolta al contrasto alla mafia. Anche gli uomini migliori, quelli capaci di cose straordinarie, non possono però fare tutto da soli: Dalla Chiesa ne era consapevole e chiedeva a gran voce gli strumenti necessari per affrontare Cosa nostra. Nonostante le difficili condizioni, il Generale non si rassegnò. Dopo appena 100 giorni lo uccise un commando mafioso con 30 colpi di ak-47, il 3 settembre 1982. Con lui morirono anche sua moglie Emanuela e l’agente di polizia Domenico Russo. Una strage”. Così in un post su Facebook il presidente del Senato Pietro Grasso, in occasione dei 35 anni dell’omicidio Dalla Chiesa.
“Ricordare Carlo Alberto Dalla Chiesa a 35 anni dalla sua morte non significa solo tributare il giusto onore ad uno straordinario esempio di competenza professionale e dedizione alle Istituzioni. Serve, soprattutto, a rafforzare la consapevolezza che la lotta alla criminalità organizzata può avere successo solo se si uniscono e collaborano le migliori forze di tutto il Paese”, conclude Grasso.
Dalla chiesa: a Palermo la cerimonia blindata suscita proteste =
La protesta
“Palermo è cambiata solo in parte. Noi abbiamo sostenuto Carlo Alberto Dalla Chiesa quando era isolato da tutti. Oggi è stato impedito alla cittadinanza di partecipare alla cerimonia con il Capo dello Stato”.
Lo ha detto Umberto Santino, presidente dello storico Centro Impastato, al termine della cerimonia in ricordo del prefetto dei cento giorni a Palermo.
Polemiche determinate dalle ingenti misure di sicurezza con il piazzamento di transenne e blocchi. Alcuni residenti sono stati invitati a non affacciarsi ai balconi – che danno sulla strada in cui avvenne l’omicidio – sempre per motivi di sicurezza.
“Non fare entrare i palermitani onesti è stata una cosa squallida – dice un altro cittadino – sono venuti a fare la solita passerella e via”. Alcuni studenti provenienti da Milano hanno potuto esporre uno striscione solo dopo che tutte le autorità hanno lasciato via Dalla Chiesa
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