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Commerciante d’auto ucciso a colpi di lupara

L'autosalone Marchì

L’autosalone Marchì

Ucciso con diversi colpi d’arma da fuoco, forse un fucile a canne mozze.
Così è morto questa mattina, intorno alle 6,30, un commerciante d’auto usate, Filippo Giuseppe Marchì, 48 anni, sposato e padre di due figlie, titolare di salone auto che si trova in via Gen. Cannada.
Un commando di tre uomini, armati di pistole e fucile carico a pallettoni, lo hanno sorpreso all’interno della sua campagna (in contrada “Friddami” a cinque km circa da Barrafranca), mentre stava lavando la sua auto, e lo hanno freddato con diversi colpi, poi sono fuggiti via con la macchina con cui erano arrivati. Sono state la moglie e una delle due figlie a sentire i colpi, uscire nel balcone dell’abitazione che si trova davanti la loro campagna, ad accorgersi dell’uccisione del loro congiunto e, quindi, a dare l’allarme ai carabinieri della locale stazione.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il sostituto procuratore della Dda di Caltanissetta, Santi Roberto Condorelli.
Al momento gli inquirenti hanno reso noto soltanto che l’uomo è stato raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco, ma secondo indiscrezioni sarebbe stato appunto raggiunto da una o più rose di pallettoni sparati da almeno un fucile a canne mozze, anche se non ci sono conferme sul tipo di armi utilizzate.
Dieci anni fa Marchì era stato assolto, sia in primo che in secondo grado, sentenza non impugnata dalla Procura, dall’accusa di avere assassinato nel 2001, l’imprenditore Afaresi, molto attivo nel settore movimento terra di Barrafranca. L’uomo era stato trovato privo di vita nella sua auto sulla provinciale Enna-Barrafranca, delitto tuttora irrisolto.
Marchì aveva quindi avviato un procedimento per ingiusta detenzione e chiesto un risarcimento al ministero della Giustizia di oltre mezzo milione di euro.
L’interesse degli investigatori, che indagano a tutto tondo, è rivolto principalmente alla sua attività di commerciante di auto usate, la maggior parte, provenienti dalla Germania e la concorrenza in questo campo a Barrafranca è notevole perché sono parecchi i saloni che vendono auto usate. Ma nulla viene escluso, nemmeno il delitto di mafia come le modalità dell’agguato fanno presupporre.
mi-piace

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