Commissione antimafia, ecco gli “incandidabili”: bufera alla vigilia delle elezioni (video-foto)

Commissione antimafia, ecco gli “incandidabili”: bufera alla vigilia delle elezioni (video-foto)

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Commissione antimafia, Rosy Bindi e Claudiio Fava

C’è anche Vincenzo De Luca nella lista degli incandidabili stilata dalla Commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi. Il candidato governatore per il centrosinistra, ha infatti a suo carico un caso di giudizio pendente in primo grado per concussione continuata: non una condanna definitiva, tantomeno in primo grado, ma una inchiesta in corso relativa al 1998 (per il quale De Luca ha rinunciato alla prescrizione) ma tanto è bastato al vulcanico sindaco di Salerno per finire nella lista dei 17, unico del Partito democratico ma sicuramente nome di spicco dell’elenco. Provocando una vera esplosione politica, alla vigilia delle elezioni in sette Regioni. Attenzione: “i criteri della Commissione sono più rigidi di quelli della legge Severino, perché rimandano alle sentenze di primo grado, ma inevitabilmente hanno una portata minore – spiega la Bindi in conferenza stampa – e sia chiaro che questa lista non ha il potere di una legge, è solo un servizio fatto ai cittadini perché conoscano la qualità dei candidati che si apprestano a votare. La lista non è assolutamente vincolante”. Parole che non bastano però per mandare su tutte le furie lo stesso De Luca e tutto il Partito democratico, per quella che appare, secondo Luigi Zanda “una vera barbarie in fatto di tempistica”. Su Twitter, lo stesso ‘impresentabile’ passa al contrattacco: “Denuncio Rosy Bindi per diffamazione e la sfido a un dibattito pubblico per sbugiardarla”. E circa mezzora prima della promulgazione della lista, lo stesso premier Matteo Renzi aveva sostanzialmente delegittimato l’iniziativa della Commissione: “Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà”. Anche da fuori del Pd arrivano voci contrarie alla Bindi, con Fabrizio Cicchitto che spiega che “raramente si è vista un’operazione di destabilizzazione come quella posta in essere dalla Bindi che per di più ha anche l’ipocrisia e una sorta di umorismo macabro di affermare che ‘comunichiamo questi dati l’ultimo giorno proprio perché non vogliamo entrare nella competizione elettorale'”, ma in verità le opposizioni, da Sel a M5S, si espongono tutti contro il candidato campano. Il cui nome, naturalmente, finisce per oscurare tutti gli altri: sono 16 infatti gli altri candidati, che vengono tutti da Campania e Puglia e di cui solo tre sono afferenti a liste di centrosinistra: Antonio Ambrosio (Campania, Forza Italia), Luciano Passariello (Campania, Fratelli d’Italia), Fabio Ladisa (Puglia, Popolari per Emiliano), Sergio Nappi (Campania, Caldoro Presidente), Fernando Errico (Campania, Ncd), Alessandrina Lonardo (Campania, Forza Italia), Francesco Plaitano (Campania, Popolari per l’Italia), Antonio Scalzone (Campania, Popolari per l’Italia), Raffaele Viscardi (Campania, Popolari per l’Italia) per casi di giudizio pendente di primo grado. Domenico Elefante (Campania, Scelta Civica), Enzo Palmisano (Puglia, Area Popolare), Biagio Iacolare (Campania, Udc), Giovanni Copertino (Puglia, Forza Italia) per casi prescritti. Massimiliano Oggiano (Puglia, Oltre con Fitto), Carmela Grimaldi (Campania, Campania in Rete) per casi di assoluzione con giudizio ancora pendente e Alberico Gambino (Campania, Fratelli d’Italia) per casi di condanna con giudizio ancora pendente.

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