Consiglio di stato bacchetta la commissione giudicatrice per il conseguimento abilitazione scientifica...

Consiglio di stato bacchetta la commissione giudicatrice per il conseguimento abilitazione scientifica nazionale

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Facoltà di medicina, università Palermo

  1. C. Di 52 anni, professore associato della facoltà di Medicina dell’università di Palermo aveva partecipato alla procedura per il conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di prima fascia. Il professore palermitano dimostrava di avere conseguito un’esperienza pluridecennale nella ricerca, di essere direttore di un’importante rivista e di avere una buona produzione scientifica; ma la commissione giudicatrice lo giudicava non idoneo ad ottenere l’abilitazione a professore di prima fascia poiché la produzione scientifica non appariva pertinente con le competenze previste all’interno del settore concorsuale. Il professore ha allora proposto un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, per l’annullamento, previa sospensione, della valutazione negativa espressa dalla commissione giudicatrice. In particolare gli avvocati Rubino e Valenza hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell’ eccesso  di potere, citando autorevole giurisprudenza del Consiglio di Stato secondo cui “nella valutazione delle pubblicazioni scientifiche possono essere valutate anche pubblicazioni congruenti con attività interdisciplinari in cui rientra il settore oggetto del concorso, e non solo quelle esattamente rientranti nel settore oggetto della procedura concorsuale”. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione 6, Presidente Luciano Barra Caracciolo, relatore Sergio De Felice, ritenendo fondata la censura afferente la pertinenza dei lavori svolti in raffronto al settore oggetto del concorso, ha accolto la richiesta cautelare avanzata dai difensori, disponendo la trasmissione del provvedimento al Tar del Lazio per la sollecita definizione dell’udienza di merito. Sarà adesso il Tar del Lazio a pronunziarsi in ordine al merito della controversia, nei prossimi mesi, sulla richiesta di annullamento della valutazione negativa formulata nei confronti del professore palermitano  alla luce dell’ ordinanza resa dal Consiglio di Stato.

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