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Corruzione, 3 arresti: in manette candidato sindaco e patron a Trapani calcio, indagata Simona Vicari (vd)

I carabinieri di Trapani e Palermo hanno arrestato con l’accusa di corruzione e altro l’armatore Ettore Morace (presidente della compagnia di navigazione “Liberty Lines”), l’ex primo cittadino di Trapani (dal novembre 2001 al maggio 2012, eletto con FI) e candidato sindaco alle prossime elezioni comunali Girolamo Fazio (ora deputato regionale del gruppo Misto, eletto con il Pdl) e il funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto (coordinatore della segreteria particolare dell’Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità). I militari hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale del capoluogo regionale, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
“Ripartire da dove tutto si è interrotto”. Si era presentato con queste parole ai suoi elettori, qualche settimana fa, Girolamo Fazio, 63 anni, detto Mimmo, deputato regionale siciliano ed ex sindaco di Trapani, che ha deciso di ricandidarsi a sindaco. L’ex esponente di Forza Italia e oggi nel Gruppo Misto, era già stato sindaco di Trapani, 15 anni fa e e poi nel 2007, e ora si è ricandidato per tentare il suo ritorno a Palazzo D’Alì. Alle elezioni comunali del 25 novembre 2001 era stato eletto sindaco di Trapani con Forza Italia al primo turno con il 60,1% dei voti. E’ stato uno dei fautori dello svolgimento a Trapani dell’America’s Cup. Nelle elezioni amministrative del 13 maggio 2007 era stato riconfermato con una percentuale di voti del 64,2%, con una coalizione di centro destra, fino al 2012. Ha aderito al PdL nel giugno 2011. Nel maggio 2012 è eletto consigliere comunale di Trapani nella “lista Fazio” con 610 preferenze. Il 28 ottobre 2012 è stato eletto deputato all’Assemblea regionale siciliana primo eletto nella lista del Popolo della Libertà nel collegio provinciale di Trapani con 6.283 voti, ma due anni fa si è iscritto al Gruppo Misto. Nel febbraio 2017, a seguito di una causa civile, viene dichiarato decaduto con un voto dal consiglio comunale di Trapani, ma nell’aprile successivo viene reintegrato dal tribunale. Colpisce gli interessi e i fondi che girano attorno al trasporto marittimo l’operazione “Mare mostrum” dei carabinieri di Palermo e Trapani che hanno eseguito il provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura, con l’arresto, per corruzione, dell’armatore Ettore Morace, amministratore delegato di Liberty Lines, il funzionario della Regione siciliana Giuseppe Montalto, e il deputato regionale Girolamo Fazio, eletto all’Ars con il Pdl e poi passato al gruppo misto, candidato sindaco a Trapani.

L’inchiesta e’ coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia. Dunque, un altro aspetto della vicenda e’ il terremoto che continua sconvolgere la campagna elettorale della citta’, dopo la richiesta di obbligo di soggiorno avanzata dalla Dda di Palermo per il concorrente diretto di Fazio, Antonino D’Ali’, senatore di Forza Italia. Fazio e’ stato sindaco di Trapani fino al 2012. E’ un imprenditore del settore vinicolo. Ex alleato del senatore Antonio D’Ali’, ora suo concorrente alle prossime amministrative, ha poi lasciato Forza Italia. L’inchiesta ruoterebbe attorno a tangenti su fondi per il trasporto marittimo. La famiglia Morace, da sempre vicina a Fazio, gestiva la compagnia di traghetti Ustica Lines da cui e’ nata la Liberty Lines che collega Trapani alle isole minori. La moglie del patron della compagnia, Vittorio Morace, padre dell’arrestato e’ nella lista degli assessori designati da Fazio.
Anche il nome del sottosegretario alle Infrastrutture, Simona Vicari, e’ finito nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto, per corruzione e altro, dell’armatore Ettore Morace, del deputato regionale Girolamo Fazio, candidato sindaco alle prossime amministrative al comune di Trapani, e del capo della segreteria particolare dell’Assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Giuseppe Montalto. A questi ultimi due sono stati concessi i domiciliari.

Morace, secondo gli inquirenti, avrebbe goduto del “forte appoggio del sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti, senatrice Simona Vicari (il cui fratello e’ anche dipendente della Liberty Lines)”. In particolare, “attraverso l’interessamento” del sottosegretario, Morace sarebbe riuscito ad ottenere “la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilita’ dello Stato con il quale veniva ridotta l’imposta d’Iva dal 10% al 5% per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni di euro e, conseguenziale, notevole arricchimento della societa’ Liberty Lines”. L’armatore Morace, secondo quanto ha reso noto il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, nel corso di una conferenza stampa, sarebbe “entrato in contatto con un politico nazionale, attraverso un tramite… Sia il politico, che il tramite hanno ricevuto in cambio due rolex”.
“Con la serenita’, la fermezza e la chiarezza che ha sempre contraddistinto il mio operato comunico che oggi sono stata raggiunta da un avviso di garanzia. Un atto dovuto con il quale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo mi ha doverosamente informato che ben potro’ rendere, nei modi e termini di Legge, tutti quei chiarimenti che serviranno a dimostrare, in ogni sede, la assoluta infondatezza e inconsistenza degli ipotizzati addebiti nei miei confronti”. Lo afferma Marianna Caronia, ex deputata regionale, tra gli indagati nell’inchiesta “Mare mostrum”, su un giro di mazzette e favori attorno all’affare del trasporto marittimo. La politica e’ candidata al consiglio comunale di Palermo e conferma, “con forza e assoluta serenita’, di continuare, senza se e senza ma, la mia campagna elettorale certa che la coincidenza temporale tra l’attuale sfida sociale alla quale mi accingo e l’odierno occorso sia appunto unicamente una spiacevole evenienza”.



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