Cronaca

Corruzione al porto di Augusta, ingegnere in manette (vd)

di Redazione
Pubblicato il Feb 16, 2017
Corruzione al porto di Augusta, ingegnere in manette  (vd)
Operazione Port utility

Operazione Port utility

Con l’accusa di corruzione la Guardia di finanza di Siracusa ha arrestato Gaetano Nunzio Miceli, 57 anni, ingegnere, e sequestrato la sede della società Tecnass Srl in contrada Targia.

Le indagini, coordinate dal procuratore capo della Repubblica, Francesco Paolo Giordano, e dirette dai sostituti procuratori Tommaso Pagano e Margherita Brianese, sono scattate nei primi mesi del 2015. Grazie a numerose perquisizioni e accertamenti bancari nei confronti di oltre 25 tra società e persone fisiche il nucleo di Polizia tributaria ha fatto luce sull’appalto bandito dall’Autorità portuale di Augusta e denominato ‘Servizi ingegneria per la redazione della Valutazione ambientale strategica a corredo del piano regolatore’, appalto a cui partecipava una società in parte riconducibile all’arrestato.

Secondo gli investigatori Miceli, insieme ad altri indagati, aveva creato tre società ‘cartiere’, la Malta Tecnass Holding Ltd, la New Pro Engineering Ltd e la Tremme Ltd, per far confluire a Malata i soldi degli illeciti.

“In questo caso il prezzo del reato della corruzione pattuito era di 330.000 euro” spiegano dalla Guardia di finanza. E proprio a Malta le Fiamme gialle, lo scorso ottobre, hanno effettuato, insieme alla Polizia locale, ulteriori perquisizioni acquisendo documentazione bancaria. Durante l’operazione, denominata ‘Port utility’, è emerso che Miceli avrebbe corrotto un commissario di gara dell’appalto finito sotto la lente di ingrandimento degli investigatori.

“L’appalto – dicono ancora gli investigatori -, inizialmente del valore di 1.810.920 euro, subito dopo la sua aggiudicazione avvenuta con la procedura del ribasso a 751.986,70 euro, sarebbe stato ‘esteso’, almeno nelle intenzioni del Miceli, a oltre 5 milioni di euro, senza ricorrere ad altra gara pubblica”.

La commissione di gara era stata nominata nell’ottobre 2013, ma il piano dell’indagato era scattato tre mesi prima, quando assicurò al funzionario corrotto l’inserimento nella commissione. Ultimati i lavori di valutazione delle offerte presentate, l’appalto è stato aggiudicato ad un raggruppamento temporaneo di imprese, di cui una società era quella in parte riconducibile a Miceli.

“L’arrestato, quindi, si è adoperato per remunerare il corrotto attraverso una consulenza di circa 330.000 nell’ambito di un altro appalto sempre all’interno del Porto commerciale di Augusta” dicono ancora dalla Guardia di finanza. La consulenza sarebbe stata pagata in più tranche sulla base dell’avanzamento delle prestazioni rese.

“Per tale motivo, poco prima di ricevere parte del compenso pattuito – spiegano gli investigatori -, il commissario corrotto ha costituito una società attraverso la quale, sostanzialmente, veicolare i soldi dell’illecito”.

Le indagini hanno permesso di individuare a Malta parte dei proventi illeciti incassati dal commissario corrotto e veicolati alla New Pro Engineering Ltd. Oltre a Miceli e al commissario corrotto sono indagate altre due persone, tra i quali i soci dello studio Tecnass Srl.


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