Agrigento

Corruzione e falso, due Soa romane nel mirino: preso a Camastra Calogero Di Caro, indagati tre professionisti

Cinque arresti domiciliari e due misure interdittive è il bilancio di un’operazione di polizia giudiziaria svolta ieri dai finanzieri del Nucleo speciale anticorruzione della Guardia di finanza di Roma tra la Capitale e le province di Napoli, Salerno ed Agrigento.
L’operazione, disposta dalla Procura di Roma, è scattata nei confronti di pubblici funzionari, imprenditori e professionisti indagati per associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di corruzione e falso.
Nel mirino degli inquirenti sono finite Soa Quadrifoglio e Consilia, due imprese con sede a Roma che operavano nell’ambito del rilascio di attestazioni di qualificazione aventi valore di atti pubblici.
Un agrigentino è finito in manette (ai domiciliari), Calogero Di Caro, 59 anni di Naro ma residente a Camastra. Risponde di associazione per delinquere.
Si tratta di un oscuro ex piccolo imprenditore edile operante nell’agrigentino sino al 2001 per poi divenire socio e dipendente della “Quadrifoglio”. Ed in questo contesto che la Guardia di finanza ha scoperchiato le responsabilità che oggi lo hanno portato all’arresto: contribuiva materialmente alla formazione delle certificazioni Soa fasulle.
Indagati altri agrigentini: i periti Ignazio Sabella Franco Ienna e Francesco Lombardo vicini a Di Caro, che, secondo l’accusa, contribuivano alla realizzazione di false Soa.
L’attività di polizia giudiziaria della GdF è arrivata a conclusione di approfondite e complesse indagini eseguite nei confronti di una Società organismo di attestazione di Roma, deputata al rilascio della certificazione, attestante la capacità economica, professionale e tecnica dell’impresa di eseguire le opere oggetto di aggiudicazione, e obbligatoria per la partecipazione a gare di appalto per l’esecuzione di lavori pubblici. Le indagini della Guardia di Finanza – eseguite tramite il vaglio di copiosissima documentazione, l’effettuazione di indagini tecniche e la raccolta di dichiarazioni rese da numerose persone informate sui fatti – hanno consentito di accertare l’esistenza di una vera e propria associazione operante mediante un collaudato ed organizzato sistema, mascherato dietro l’attività di carattere pubblicistico esercitato dalla Soa, con il quale, anziché fornire ai clienti un servizio corretto ed imparziale di verifica dei requisiti preordinato alla successiva attestazione, veniva ad essi procurato un pacchetto completo costituito dalla cessione dei requisiti di attestazione, ma assolutamente privo di ogni sostanza e di fatto solo cartolare.
I finanzieri hanno ricostruito le effettive operazioni: i comportamenti criminali scoperti prevedevano che alle ditte o alle società clienti della Soa, che avevano la necessità di acquisire una determinata attestazione, venivano forniti rami d’azienda già formalmente in possesso dei requisiti per ottenerla. Tuttavia, le operazioni sono risultate meramente cartolari: nella realtà veniva acquisito il solo certificato, privo dei requisiti oggettivi di capacità tecnica ed economica richiesti dalla norma per l’esecuzione di opere di importo superiore ai 150.000 euro.
Al termine delle attività, che hanno riguardato circa tre anni di operato della Soa, sono state segnalate all’autorità giudiziaria 27 persone per i reati di associazione a delinquere, corruzione e falso in atto pubblico.
Sette di queste sono state colpite dai provvedimenti eseguiti oggi.
In particolare sono destinatari degli arresti domiciliari 2 persone ai vertici della società di attestazione e 3 imprenditori. Inoltre sono state emesse 2 misure interdittive dall’esercizio di attività imprenditoriali e professionali, per una durata di 120 giorni, nei confronti di un dipendente della Soa e di un imprenditore. Il sistema era semplice la Soa Quadrifoglio, di fatto amministrata da Dario La Veglia, romano, finito agli arresti domiciliari oltre a fungere da società di certificazione per la valutazione dei requisiti delle imprese, fungeva anche da consulente – attraverso la Consilia – per il reperimento di società idonee per la partecipazione a gare d’appalto pubbliche.
Nell’inchiesta sono numerose le società coinvolte, molte della provincia di Napoli, ma anche della provincia di Salerno, Agrigento, Roma. I provvedimenti cautelari ai domiciliari hanno riguardato Dario La Veglia, ritenuto il promotore dell’organizzazione, di Roma, Francesco Migliore di Caserta con funzioni apicali nella Soa Quadrifoglio, Calogero Di Caro di Agrigento che operava essenzialmente in Sicilia che si occupava in particolare di reperire i rami di azienda e fornire false perizie alle società attraverso la Consilia e Davide Pagliacelli di Roma.
L’operazione costituisce il prosieguo delle investigazioni che, nel corso del 2013-2016, sempre in tema di illecite attestazioni di qualificazione (c.d. Operazioni “Attestazioni Trasparenti” e “Attestazioni Trasparenti 2”), hanno portato alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 236 soggetti, all’applicazione di 10 misure cautelari personali nei confronti di professionisti e imprenditori e di un’alta carica della ex Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, all’applicazione di 29 misure interdittive ed al sequestro preventivo di beni per un valore pari a circa 7 milioni di euro.
Questo l’elenco completo degli indagati:
Ai domiciliari:
Dario La Veglia, 48 anni, di Roma
Di Caro Calogero, 59 anni di Agrigento
Migliore Francesco, 47 anni, di Caserta
Pigliacelli Davide, 37 anni di Roma
Interdizione dall’attività professionale
Esposito Mario 42 anni di Scafati
Farina Ferdinando, 52 anni di Palermo
Indagati:
Viggiani Mario Christiano di Napoli
Minelli Antonella di Roma
Esposito Carmela di Roma
La Porta Fabio di Grottaferrata – Roma
Palenca Alessandra di Anguillara Sabazia (Roma)
Broccoletti Floriana di Rieti
Cantoni Cesare di Spello (Perugia)
Brocco Alessandro di Latina
Della Bianca Luciano di Latina
Ciogli Marco di Rieti
Valitutto Umberto di Palomonte (Salerno)
Stirparo Rosetta di Trevi (Perugia)
Sabella Ignazio di Agrigento
Romano Carmine di San Nicola La Strada (Caserta)
Lucci Massimo di Roma
Ienna Franco di Agrigento
Lombardo Francesco di Agrigento
Russotti Sebastiano di Messina
Pisana Roberto di Brescia

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