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“Credevamo di essere nella Valle dell’Eden e invece ….” Intervista a Ida Carmina, sindaco di Porto Empedocle

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Diego Romeo incontro il Sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina

Diego Romeo, questa settimana, ha incontrato il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, del movimento 5 stelle. Diversi gli argomenti trattati: dal dissesto finanziario dichiarato, agli imminenti provvedimenti. Dalla gestione del Comune in passato alle risorse economiche (quasi nulle) dell’Ente.

Nel linguaggio del buon senso il dissesto dichiarato vorrebbe dire non nascondere più la polvere sotto il tappeto, rompere la spirale dell’acquisto del “consenso col dissesto dello Stato” e infine far funzionare a meraviglia il complotto per far vincere i cinque stelle. Da Roma a Favara a Porto Empedocle?”

“Un complotto no, direi che è la cattiva politica precedente a determinare una presa di coscienza da parte del popolo che ha compreso finalmente che non è più il caso di andare avanti con la politica clientelare, asservita ai poteri forti e che quindi deve tutelare il bene della collettività. Chi pensa al potere politico per risolvere ambizioni personali non ha le mani libere. Noi siamo al servizio della popolazione, cerchiamo cure che siano dolorose ma risolutive. Il nostro obiettivo è il risanamento di questo comune, senza nascondere, come diceva Lei, la polvere sotto il tappeto, senza tergiversare perché ogni perdita di tempo è un ulteriore danno a carico dei cittadini che non hanno né servizi né altro pur pagando le tasse al massimo”.

Quali saranno i benefici che porterà con se questa scelta del dissesto? 

Anzitutto il risanamento delle finanze dell’Ente perché si mette un punto rispetto al passato, ci saranno commissari dello Stato, la magistratura che vigilerà su chi in passato ha ha determinato il dissesto dell’Ente. Non ci trascineremo quella zavorra, tutto il debito pregresso, ma partiremo da capo. Si accerterà quali siano le responsabilità che hanno portato a questa situazione. Tra l’altro si fermano tutti i pignoramenti. Noi, per esempio, abbiamo delle somme vincolate che possibilmente potremmo vincolare per la necessità dell’ente. In cassa abbiamo pochi euro, non riusciamo a provvedere ai bisogni essenziali. Per esempio, la discarica di Siculiana ci ha chiuso le porte per un debito di 420.000euro. Oggi invece con questa operazione abbiamo detto basta a questo passato vergognoso, andremo avanti, si respirerà aria nuova, attenzioneremo le necessità della nostra città perché non abbiamo carriere politiche da fare ma semplicemente gestire una buona amministrazione”.

Mi tolga una curiosità, nessuno è esente da eredità, però quel silenzio complice quando c’era Firetto, perché? Ricordo che prima di essere designato sindaco di Agrigento, solo Guarraci  del Pd presentò in una apposita conferenza stampa un dossier non proprio gentile sui malesseri empedoclini e sull’amministrazione Firetto, però il Pd non tenne conto di quel dossier. Allora ricordo i consiglieri di Caci dominavano il consiglio comunale della Giunta Firetto e in una intervista di alcuni anni fa a Firetto  chiesi di questa dominazione utile e congeniale di Caci che come sappiamo detiene un pacchetto di voti determinante a spostare i consensi. Perché questo silenzio e oggi improvvisamente si apre questo vaso di Pandora empedoclino?

“Certamente questo silenzio per certi versi era anche maturato perché  tranne qualche sparuta frangia che aveva possibilità, non so come, di accedere alle carte, gli altri non erano a conoscenza dell’effettiva situazione. Il bilancio del 2014 si è chiuso con un avanzo dichiarato di amministrazione di 3 milioni e rotti euro mentre oggi si scopre con la relazione dei revisori dei conti  che più che un avanzo c’era un grosso disavanzo. Chiaramente ci sono diversi livelli di lettura, a livello politico il Pd ha fatto la scelta di sistemare Firetto ad Agrigento quindi ovviamente non poteva scoperchiare il vaso di Pandora e poi c’è da dire che i cittadini avevano una immagine diversa di quella che era la gestione della città. Per esempio una delle cose del dissesto è la Tari per cui i cittadini si sono visti recapitare in sei mesi altri pagamenti con una insostenibilità per il cittadino. Quindi c’è stato tutto un precipitare dell’entrata tributaria al 28% nel 2015 proprio per questa cattiva gestione delle tasse. Noi pensavamo che l’amministrazione fosse fortunata per le royalties Enel ma in realtà le cose stavano diversamente, tutto questo è venuto fuori dopo l’elezione di Firetto a sindaco di Agrigento e per questo invece di essere nella Valle dell’Eden ci siamo ritrovati in un incubo. Neanche la gestione commissariale è riuscita a fare granchè con un comune dalle casse vuote. Tutto è venuto fuori dopo l’elezione di Firetto a sindaco di Agrigento, se questa circostanza sia stata voluta o meno si vedrà dopo, certamente ha colto molte persone impreparate. Parliamoci chiaro, quella della contabilità degli uffici finanziari è una cosa complicata, soggetta a tante interpretazioni e per questo ancora oggi abbiamo ritardato l’approvazione del rendiconto 2015. Stiamo a vedere cosa sia effettivamente successo in base al criterio interpretativo. Si credeva per esempio che i crediti inesigibili ammontassero a 500mila euro mentre i revisori dei conti oggi dicono che la valutazione era errata e che in realtà ci sono milioni di crediti inesigibili. Tutto si aggraverebbe ancora di più tanto da costringerci a parlare non di un dissesto ma di un super dissesto. Il beneficio di colmare il disavanzo in trent’anni ora è consentito solo per il passaggio alla nuova contabilità e non so se ci accorderanno la possibilità di spalmare questo disavanzo in trent’anni come prevedeva allora la legge. Se non venissero ripartiti in tre anni si comprende bene il danno che ne avrebbe l’ente empedoclino”.

L’attuale presidente del Consiglio comunale è una Caci.  Ha portato in consiglio idee utili sovrapposte a quelle del padre, autorevole detentore di quel pacchetto cui accennavamo? Naturalmente si pensa che padre e figlia parlino tra di loro e si ricordino di determinate azioni politiche fatte nel passato. Ecco, questa esperienza politico-familiare come è stata tradotta in Consiglio comunale?

“Certamente la presidente ripercorre e si colloca nello stesso alveo paterno e nella stessa lista civica  creata dal padre. Io spero che i giovani che hanno il futuro davanti possano prescindere da quelle che sono le determinate indicazioni che hanno influenzato, a quanto pare negativamente, la politica empedoclina perché obiettivamente, come diceva lei, la lista “Città nuova” ha sempre sostenuto il sindaco Firetto e lo ha appoggiato in tutte le sue scelte, però  non si può fare di Firetto il capro espiatorio di tutto perché Firetto è stato sostenuto da una  maggioranza, la lista “Città Nuova” aveva il maggior numero di consiglieri e in Giunta il maggior numero di componenti. Se la lista  “Città nuova” avesse voluto, avrebbe potuto determinare la fine dell’esperienza e evidenziare le criticità che si stavano venendo a creare. Invece hanno sostenuto l’amministrazione fino alla fine e loro quindi costituiscono il vero prosieguo di quella esperienza. Sono stata perfino diffidata e forse poi hanno assunto consapevolezza di quella che era l’effettiva situazione e hanno dovuto addivenire alle mie stesse conclusioni. E’ stato un atto di responsabilità e alla fine il consiglio comunale si è svolto in maniera pacata  e con tutti consapevoli della gravità della decisione assunta. Ho fatto un appello anche a lasciare indietro il passato e il politichese del passato perché avendo come solo obiettivo il bene di questo paese potremo traghettare Porto Empedocle verso il risanamento e ridarle lo splendore che merita come città”.

Stando così le cose ritiene che la decisione drastica  presa a Porto Empedocle sia esportabile a Favara o ad Agrigento?

“Mi rifaccio sempre alla saggezza di quel proverbio “il medico pietoso fa la piaga purulenta”. Ogni situazione è diversa come  a Favara,  non hanno il problema come a Porto Empedocle dei dipendenti da quattro mesi senza retribuzione, perché lì non è stata consumata tutta l’anticipazione di cassa. Noi non abbiamo perso tempo proprio per andare incontro alle esigenze di questi dipendenti non pagati. Ma ritengo che con la grande responsabilità di Anna Alba,  a Favara  si saprà affrontare una decisione drastica.  Con il dissesto un comune non muore ma con l’intervento dello Stato si provvede al risanamento, certo si affrontano sacrifici ma almeno si ricomincia senza gli errori del passato. A Bagheria, Augusta e Ragusa ci sono esempi di buon governo dei 5Stelle”.

Appena terminata  l’intervista quale decisione andrà a prendere per la città?

“Aspetti che ci penso perché sono tante”.

Una fra le prime

“Intanto sbloccare tante opere con appalti inspiegabilmente  fermi”.

Inspiegabilmente tra virgolette?

“Si, perché con un minimo di attenzione si potevano risolvere. Ci attiveremo per un rilancio della occupazione perché sbloccare le opere significa lavoro e avremo pure un incontro con l’Italcementi a tutela  dei lavoratori  che  non avranno più il sostegno né dell’azienda né dello Stato. Le porte di questo comune saranno sempre aperte a una democrazia partecipata e faremo tutto quello che le finanze ci consentiranno”.

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