Crocetta chiede 10 mln a Espresso e apre a dimissioni

Crocetta chiede 10 mln a Espresso e apre a dimissioni

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L'avvocato Vincenzo Lo Re

Va al contrattacco il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta che, se da un lato, per la prima volta, apre alla prospettiva sempre più concreta delle sue dimissioni e del voto anticipato – che potrebbe svolgersi in autunno o al più tardi in primavera, “dopo il varo di provvedimenti urgenti e una comune valutazione” – dall’altro chiede al settimanale L’Espresso un maxi-risarcimento da 10 milioni per la pubblicazione dell’intercettazione, poi ripetutamente smentita dalla Procura di Palermo, della conversazione in cui al suo medico personale, Matteo Tutino, veniva attribuita la frase “bisogna far fuori la Borsellino, come suo padre”. Secondo il legale di Crocetta, Vincenzo Lo Re, “Dopo le dichiarazioni del procuratore Lo Voi a questo punto per noi il giallo non c’è più. Abbiamo scelto di scegliere lo strumento dell’azione civile risarcitoria nei confronti dell’Espresso, del direttore, dei due giornalisti, di 10 milioni perchè riteniamo che sia lo strumento più veloce ed efficace per sanzionare non la malafede dei giornalisti, non vogliamo credere alla malafade, ma l’ipotesi di un errore professionale, di un difetto di controllo”.
Non è tutto. Sarà avviata un’azione risarcitoria civile da un milione di euro, anche nei confronti del giornalista Pietrangelo Buttafuoco per l’articolo pubblicato nei giorni scorsi sul Fatto quotidiano; mentre nei confronti del politico Maurizio Gasparri sarà promossa un’azione penale per il comunicato stampa diffuso il 16 luglio e in cui aveva definito Crocetta “incapace e indegno”. L’avvocato di Crocetta ha stigmatizzato le notizie diffuse dalla stampa in questi giorni. “Mi pare – ha affermato – che da una settimana siamo passati da ipotesi di concorrente morale in una intercettazione che ancora non c’è a un gossip sulle nomine dei direttori generali. Quello che mi preme sottolineare è che ancora oggi si parla di giallo mettendo sullo stesso piano le dichiarazioni del procuratore Lo Voi con quelle di Luigi Vicinanza, direttore dell’Espresso”. Per il legale, dunque, l’intercettazione non esiste ma “se qualcuno ritiene di averla la tiri fuori e la faccia ascoltare anche a noi per capire se è una bufala o un polpetta avvelenata costruita ad arte. La tiri fuori con altrettanta lealtà e chiarezza”.
Che non esista lo dice anche il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, tirato in ballo dalla stampa: “Questa intercettazione agli atti della Procura di Caltanissetta non esiste. Il nostro ufficio non è assolutamente coinvolto su questa vicenda”. L’Espresso non cede: la causa annunciata dai legali di Rosario Crocetta “può diventare l’occasione processuale per comprovare la piena correttezza del comportamento dell’Espresso e per fare definitiva chiarezza su quanto è avvenuto”. In un’intervista Lucia Borsellino ha però spiegato che “fin dal primo giorno ho avuto ben chiaro che nei miei confronti c’era un clima di ostilità e di diffidenza. Sembrava che dovessi dimostrare sempre una qualche forma di lealtà a questo esecutivo. Sono sempre stata leale con Crocetta, ma lui non mi ha detto tutto”. “Io Lucia l’ho sempre difesa – ha replicato Crocetta – fino all’ultimo. L’ho sempre protetta più di quanto lei sappia, da tante cose che non sa neppure la sua famiglia, solo per non darle sofferenza”. Ma soprattutto ha parlato per la prima volta di dimissioni: “Fatte alcune cose importanti per la Sicilia, per questa terra che rischierebbe la fine della Grecia, possiamo valutare con Parlamento e maggioranza, dentro il centrosinistra, un percorso per una chiusura anticipata della legislatura”. Crocetta, che riferirà all’Ars giovedì, e che come primo atto dopo il ritorno dall”esilio’, oggi ha proceduto all’assunzione di 13 testimoni di giustizia, chiarisce: “Non posso dimettermi su una motivazione inesistente, su una telefonata e su una frase smentite dalla Procura”. Però, “non sono disponibile a subire all’infinito il martirio”. Quindi, il governatore ritiene possibile elezioni anticipate dopo le riforme più’ impellenti, e prevede “tempi brevi. Per poveri, Province, acqua pubblica, bilancio e sblocca-Sicilia, potrebbe bastare un mese o due e poi si faranno le giuste valutazioni”. L’Ars ha già fissato il calendario dei lavori fino a ottobre, tra riforma delle Province e documenti finanziari. Il caso Crocetta potrebbe essere in questi giorni al centro di un incontro Renzi-Raciti. Di certo si vuole superare presto l’incertezza. “Lo faremo entro il mese, nell’assemblea del Pd”, assicura il presidente della direzione regionale dem Giuseppe Lupo.

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