Crocetta, il re è nudo: Pd e opposizione armano sfiducia

Crocetta, il re è nudo: Pd e opposizione armano sfiducia

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Crocetta al mare

Rosario Crocetta a un passo dalla ‘caduta’. Il Pd – nazionale e regionale – appare compattarsi sull’esigenza di scrivere la parola fine sull’esecutivo siciliano. Da Orfini a Serracchiani, passando per Raciti, parlare di sfiducia non è più un tabù da parecchie ore, in una sorta di manovra a tenaglia che vede i Dem convergere, in questo scenario sulle posizioni del Movimento cinque stelle e del centrodestra. Lui, il governatore, che dopo tre giorni di esilio si è ripresentato a Palazzo d’Orleans, ritirando di fatto la sua autosospensione, di dimettersi dice di non avere alcuna intenzione, si definisce un “combattente”, pronto, in quanto tale, a lottare. Ma nel frattempo sembra che intenda sfuggire al primo campo di battaglia, quello dell’Ars, dove domani pomeriggio è atteso per relazionare sulla traballante maggioranza e sui risvolti politico-giudiziari della vicenda Borsellino-Tutino. Fonti autorevoli dell’Assemblea spiegano che potrebbe non presentarsi, probabilmente per prendere tempo rispetto alla imminente resa dei conti. In ‘compenso’ alle 11 Crocetta manderà in avanscoperta il suo avvocato Vincenzo Lo Re che in un hotel del centro incontrerà la stampa. Alle 11.30 si incontreranno i vertici dell’opposizione e a mezzogiorno si riunirà la conferenza dei capigruppo presieduta da Giovanni Ardizzone. Ma, alla fine, che si presenti o meno, non è questo il punto. Il punto è che il Pd sembra vicino alla ‘soluzione finale’, vale a dire scaricare l’ingombrante ex sindaco di Gela: sulla situazione del presidente, “il segretario regionale del partito non esclude alcuno scenario, compresa la sfiducia, concordando la propria azione con Roma”, ha detto il presidente nazionale del Pd Matteo Orfini, secondo cui “a prescindere dalla telefonata falsa, stando a quanto dice la procura, emerge un quadro inquietante di relazioni complicate e pericolose del cerchio magico del governatore”. Orfini ricorda che “il Pd siciliano aveva già criticato Crocetta sulle questioni che stanno emergendo” e assicura che all’ordine del giorno per il partito siciliano “c’è proprio questa questione. La discussione riguarda il Pd regionale, che concorderà l’azione con Roma”. Poche ore prima era stato lo stesso segretario regionale Fausto Raciti a spiegare la posizione del Pd: “Il problema non sono più le intercettazioni false su cui ci siamo già espressi, ma il fatto che riemerga un passato su nomine dei manager e sulle modalità di gestione del potere, che confermano le ragioni per cui attaccammo allora il governo Crocetta a testa bassa. Così riaffermiamo che restiamo alternativi al ‘cerchio magico’ del presidente che tanti danni ha fatto e continua a fare: o noi o loro. Così con gli alleati parte un ragionamento anche per andare oltre questo governo e archiaviare questa stagione”.
“Intercettazione o non intercettazione, dopo le parole di Manfredi Borsellino, la situazione in Sicilia è insostenibile. Una agonia politica il Pd non può permettersela”, aveva detto, aprendo le danze, il vice segretario del Pd Debora Serracchiani. Di “problema politico grande quanto una casa che non è scoppiato adesso ma molti mesi fa”, ha parlato a Palermo Davide Zoggia: “Cambiare 37-38 assessori in tre anni è un problema serio. Quella rivoluzione annunciata nel 2012 non c’è stata”. Annuncia il capogruppo di FI all’Ars Marco Falcone: “Noi presenteremo un atto di sfiducia, siamo pronti a mettere a rischio il nostro seggio, pur di scrivere la parola fine a questa assurda commedia e di stanare l’ambiguità che regna sovrana nel Pd”. “Chiudiamola qui questa tragicommedia: abbiano finalmente il coraggio, i deputati Pd e i loro alleati, di sfiduciarlo o lo faremo noi, per la terza volta. Ma finiamola con questi balletti indecorosi, mentre le imprese chiudono e la gente vive nella sofferenza”, è la sollecitazione di Nello Musumeci, leader dell’opposizione, sulla sua pagina Facebook.
Il re è nudo.
Crocetta, intanto, riferirà all’Ars giovedì a mezzogiorno sulla vicenda Borsellino-Tutino e sull’incerta situazione politica regionale. Lo ha comunicato lo stesso governatore al presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. Le comunicazioni del capo della Giunta, travolto dalle polemiche, erano previste all’ordine del giorno della seduta di domani pomeriggio alle 16, in un clima caldissimo e da resa dei conti. Quattro ore prima è’ fissata la conferenza dei capigruppo, con l’opposizione pronta a dare battaglia. Crocetta, prima di riferire ai deputati, intende incontrare soprattutto i vertici del Pd che in queste ore hanno inserito tra le opzioni concrete il disimpegno dall’esecutivo e la sfiducia che incontrerebbe il sostegno di tutta l’opposizione.

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