Crocetta sfida Pd: “Se vuole mi dimetto ma non temo urne”

Crocetta sfida Pd: “Se vuole mi dimetto ma non temo urne”

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L'intervento di Rosario Crocetta

“Siamo oltre la tattica e le schermaglie, siamo al punto decisivo di questa legislatura: siamo oltre gli ultimatum, a questo punto sta al presidente della Regione capire qual è la strada giusta?”. Lo ha detto Fausto Raciti, segretario regionale del Pd nel corso della relazione che ha aperto i lavori della direzione regionale del partito. Raciti parlava dal palco, rivolgendosi soprattutto al presidente della Regione Rosario Crocetta, seduto al tavolo della presidenza dei lavori. “Dal giorno dopo il voto abbiamo richiamato tutti alla responsabilità per evitare quella confusione che si è creata fra ruoli istituzionali e ruoli politici – ha aggiunto – quando invece sono ruoli differenti”.  Raciti ha indicato alcune priorità sulle quali lavorare: programmazione, rifiuti, acqua, riforma Province. “Ribadiamo la totale fiducia nei confronti dei quattro assessori indicati dal Pd – ha aggiunto – ma questa è una fase delicatissima, dobbiamo affrontare quello che sta accadendo insieme con i nostri alleati”. “A fine luglio convocheremo l’assemblea regionale del partito - ha concluso Raciti - in quella sede valuteremo se ci sarà stata la svolta che aspettiamo”.

“Il Pd vuole che mi dimetta? Lo chieda e lo farò. Non temo di perdere ma sarebbe un grave errore perchè abbiamo il compito come Pd di salvare la Sicilia, stabilendo insieme agli alleati l’agenda di governo e impegnandoci a realizzarla, senza più attacchi ingiustificati o gridando al commissariamento. Ho ereditato una Regione praticamente al default e sarebbe irresponsabile andare alle elezioni anticipate”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, intervenendo alla riunione della direzione regionale del partito, a Palermo, dedicata alla crisi del suo esecutivo dopo le dimissioni di tre assessori e il caso dell’arresto di un primario a Palermo: “Ho sbagliato una nomina – ha ammesso – e di certo Tutino non sarà più il mio medico”. “Se Bill Clinton fosse stato gay, si sarebbe salvato? Io sono una vittima, anche nel mio partito c’era chi voleva allontanarmi”. E’ un altro dei passaggi dell’intervento di Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana, alla direzione regionale del Pd. Nel corso della relazione il segretario regionale Pd, Fausto Raciti aveva detto “ho letto alcuni articoli voyeuristici, non ci interessano, non li useremo, non c’entrano con questo dibattito”. Un chiaro riferimento a un articolo di Pietrangelo Buttafuoco apparso sul Fatto. Poco dopo il presidente Crocetta, prendendo la parola, ha detto “faccio outing, mi tolgo la giacca, così si vedono gli effetti del lifting addominale”, ironizzando proprio sull’ articolo. “Ho letto Buttafuoco, si parla di glutei.. Non sono riuscito a finire di leggerlo per la sua volgarità”, ha aggiunto. Dopo circa 20 minuti durante i quali Crocetta ha parlato a lungo di quelli che ha definito “attacchi” alla sua vita privata, di omosessualità e dopo vari riferimenti agli interventi chirurgici subiti, il governatore è stato interrotto da un delegato della direzione regionale che ha urlato “adesso possiamo parlare dei problemi della Sicilia?”.

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