Crocetta: un mese per le riforme poi posso anche andarmene

Crocetta: un mese per le riforme poi posso anche andarmene

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Rosario Crocetta

- All’Assemblea siciliana “diro’ che non posso dimettermi su una motivazione inesistente”. “Diro’ che non sono disponibile a subire all’infinito il martirio”. “Ma che, fatte alcune cose importanti per la Sicilia“, “possiamo valutare con Parlamento e maggioranza, dentro il centrosinistra, un percorso per una chiusura anticipata della legislatura”. Cosi’ il governatore siciliano Rosario Crocetta, in un colloquio con il Corriere della Sera, apre al voto anticipato dopo le riforme. E precisa: “tempi brevi. Per poveri, province, acqua pubblica, bilancio e sblocca-Sicilia potrebbe bastare un mese”. In un’intervista a Repubblica esclude invece di dimettersi, anche dopo le dichiarazioni del vice segretario Pd Debora Serracchiani, secondo cui la situazione in Sicilia e’ ormai insostenibile: “ricordo – dice il presidente siciliano – che lo statuto del Pd prevede l’incompatibilita’ in un ruolo elettivo per chi ha una condanna. Qui siamo a un’ipotesi senza conferma contenuta in un articolo di giornale. Devo andarmene per questo?”. Come posso reggere dopo essere stato scaricato da Pd e alleati? “Io – dice il governatore – difendo la democrazia. Qui c’e’ la storia di un uomo che taglia il malaffare nella sanita’, che denuncia truffe milionarie, che mette sotto controllo gli appalti e in nome di un’intercettazione smentita tre volte viene massacrato”. Ribadisce poi di aver difeso e protetto l’ex assessore Borsellino: “Lucia e’ stata tratta in inganno da notizie fasulle, per questo ce l’ha con Tutino. Ma io Lucia l’ho sempre difesa, fino all’ultimo”. “Ho protetto la Borsellino da tante cose che non sa neppure la sua famiglia, solo per non darle sofferenza”.

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