Daniela Catalano: una presidenza al femminile al Consiglio comunale di Agrigento. Le...

Daniela Catalano: una presidenza al femminile al Consiglio comunale di Agrigento. Le foto

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Il Consiglio comunale di Agriogento appena insediato

Arnone rigassificatore.3
Arnone rigassificatore.3
Arnone rigassificatore.J2
Arnone rigassificatore.J2
Arnone rigassificatore
Arnone rigassificatore

Quando Giuseppe Arnone mi vede arrivare in piazza Municipio si mette a

Arnone mette lo striscione
Arnone mette lo striscione

sbraitare: ”Romeo, al Posta Vecchia faremo uno spettacolo teatrale sui giudici della Procura”. Uno dei due striscioni che ha portato in visione è ancora a terra come uno strofinaccio  ma il numero dei suoi adepti è talmente esiguo che non riesce a trovare chi possa sorreggerne i lembi.

 

Benimino Biondi
Benimino Biondi
Elezione di Daniela Catalano l'abbraccio di Vullo
Elezione di Daniela Catalano l’abbraccio di Vullo
Giorgia Iacolino
Giorgia Iacolino

il consiglier

Il consigliere  e vicepresidente Raffaele Sanzo
Il consigliere e vicepresidente Raffaele Sanzo
Il consigliere  Nello Hamel
Il consigliere Nello Hamel
Il consigliere  Vaccarello
Il consigliere Vaccarello
Il consigliere  William Giacalone
Il consigliere William Giacalone
Il consigliere Gerlando Gibilaro
Il consigliere Gerlando Gibilaro
Il consigliere Giovanni Civiltà
Il consigliere Giovanni Civiltà

Quando giungiamo in  Aula Sollano è già iniziato l’appello dei consiglieri comunali neoeletti, Marco Vullo  presiede e allorché avvia la facoltà degli interventi fa valere le sue prerogative e apostrofa con fermezza invitandolo ad attenersi all’ordine del giorno il consigliere 5Stelle Marcello La Scala e poi  una energica Nuccia Palermo di Forza Italia che ribatte. Niente da fare, Vullo è irremovibile nell’applicare l’ordine del giorno mentre largo spazio ottiene Nello Hamel che si profonde in un generoso discorso etico-politico. Giuseppe Arnone intanto ha trovato un varco tra il pubblico accorso numeroso in Aula e mentre parla Marco Vullo lo imbecca a voce alta ricordandogli la gettonopoli. Vullo non si interrompe e Arnone viene accompagnato fuori dall’Aula. Tra la cacciata di Arnone e l’elezione a presidente di Daniela Catalano trascorre circa un quarto d’ora. Peccato, perché Arnone si perde lo scoccare di una nemesi, l’elezione della Catalano che per molti sarà stata eletta in nome e in memoria del padre, vecchia conoscenza del Giuseppe Arnone. Lo ricorda tra le righe, anzi fuori le righe, il consigliere Civiltà. Scocca l’applauso e il flusso dei ricordi per un momento sommerge l’aula per un passato che non può e non deve tornare.

 

Il consigliere Marcella Carlisi
Il consigliere Marcella Carlisi
Il consigliere Marcello La Scala
Il consigliere Marcello La Scala
Il consigliere Nino Amato
Il consigliere Nino Amato
Il consigliere Nuccia Palermo
Il consigliere Nuccia Palermo
Il consigliere Pietro Vitellaro
Il consigliere Pietro Vitellaro
Il consigliere Sollano
Il consigliere Sollano
Il consigliere Urso
Il consigliere Urso
Il consigliere. Margherita Bruccoleri
Il consigliere. Margherita Bruccoleri
Obbedisco con affetto, Sollano
Obbedisco con affetto, Sollano
Sanzo e Biondi
Sanzo e Biondi
Il giuramento di Firetto
Il giuramento di Firetto

Parlando a braccio, senza nemmeno sedersi, la neopresidente Catalano esordisce: «Mi rivolgo a tutta l’Assise per ringraziare tutti quanti voi,  E’ un momento di grande emozione e sono assolutamente onorata di ricoprire questa carica. E’ un onore doppio che nasce prima dal giuramento come consigliere, che è un importante mandato di rappresentanza sociale, e adesso a questo si aggiunge un altro onore perché sono investita di un altro ruolo, che è quello di rappresentare i colleghi e fare da tramite con l’Amministrazione. Abbiamo tutti amore per Agrigento al di là del colore politico o dell’appartenenzae abbiamo un unico obiettivo. Siamo tutti uomini e donne che faranno bene e mi auguro che tutti dialogheranno bene, senza polemiche sterili come negli ultimi 25 anni è avvenuto, perché è solo uscito solo tanto veleno che ha ammorbato la città da quest’aula. Dobbiamo essere propositivi, fare un giusto dibattito è fisiologico qui dentro e però spero che ci si approcci con rispetto l’un l’altro. Su questo vigilerò: intendo tutelare l’autonomia di tutti i consiglieri. Mi auguro che ciò che è oggettivamente buono venga votato da tutti, che il conflitto sia sereno e che ogni situazione sia nel rispetto dell’essere umano, che venga affrontata e superata. Io ho un sogno, che la città torni, come Pindaro la definì, ‘la più bella città dei mortali': con l’impegno di tutti possiamo avvicinarci a questo e far tornare Agrigento a esserlo. Mi scuso per gli errori che farò per inesperienza, ma come diceva Wojtyla, per noi esempio di umanità, “se sbaglio mi corrigerete».

Daniela Catalano è stata eletta  con 22 voti. Avvocato, 37 anni non ancora compiuti, è alla sua prima esperienza in Consiglio comunale. E’ stata la prima eletta con 587 voti nella lista del Nuovo centro destra. Raffaele Sanzo e Gianluca Urso sono i due vice; il primo sarà vicario. Tutto tranquillo e scorrevole? Sembrerebbe di si, l’asse Firetto-Alfano  appare solido. In questo periodo il ministro dell’Interno va e viene da Agrigento che è un piacere incontrarlo, la maggioranza dei consiglieri pende dalle loro labbra e ne è una non piccola conferma un sms che abbiamo intercettato con una zoomata e che recita “Caro Angelino, ho parlato  con Enzo e Franco. Obbedisco con affetto”. E’ chiaro che la mozione degli affetti non è tutto, serpeggiano polemiche le dichiarazioni di Nello Hamel ad una Tv quando accenna a trasversalità che in questo caso avrebbero dovuto toccare tutti e non solo con accordi di vertice partitico. Anche la faccia scura dell’ottimo ex-assessore Gerlando Gibilaro  fa male a chi lo conosce. Inevitabilmente c’è amaro in bocca ma i bisogni di questa città sono così impellenti che occorre trangugiare tutto in fretta. Per una bignè domani.

Fotogallery di Diego Romeo

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