Agrigento

Dedicato a Aldo Moro il giardino botanico di Agrigento

“Questo paese non si salverà, la stagione dei diritti e della libertà si rivelerà effimera in Italia se non nascerà un nuovo senso del dovere”.

Questa è la frase di Aldo Moro che da oggi campeggia nel Giardino Botanico di Agrigento alla sua memoria dedicato. Presenti autorità civili e militari, il sindaco Firetto, l’assessore Giugiù Riolo, il commissario  della Provincia Marino, numerosi sindaci, un centinaio di studenti  e una schiera di ex politici democristiani che con la loro presenza hanno voluto rendere un personale omaggio alla memoria di Aldo Moro.

Una cerimonia che ha avuto i suoi momenti di maggior pregio nel discorso commemorativo di Aldo Moro tenuto dall’on. Calogero Mannino, nel concerto musicale improvvisato da una piccola orchestra di studenti  che tra l’altro hanno cantato la celebre “Alleluja”  di Leonardo Cohen.

Da tenere sempre in bacheca il discorso di Mannino che rievocando la lezione di Moro non ha mancato di rilevare come la costruzione morotea oggi appaia vacillante  in una Italia che non riesce a darsi una decente legge elettorale. 


Pubblicheremo in seguito l’intervista che ci ha voluto rilasciare  sui tanti argomenti che sono oggi in discussione.
Anticipiamo quello che ha detto di Aldo Moro “Uno statista che non appartiene alla storia del passato ma alla storia recente e attuale con le prospettive del futuro. La sua tragica fine, non ancora risolta, aiuterebbe a capire chi volle quell’assassinio. Le finalità di quell’assassinio possono essere utili per comprendere il nostro presente. La democrazia italiana è una democrazia incompiuta, una democrazia non partecipata. Moro non voleva una democrazia guidata, sotto tutele, Moro voleva una democrazia libera, voleva che l’Italia recuperasse la pienezza della sua sovranità nazionale che la libertà dei cittadini dentro le regole e dentro l’ordinamento fosse assoluto, che il gioco politico consentisse l’alternanza delle forze di governo, considerava il fatto che la Dc da lungo tempo fosse al governo  quasi una condanna non un privilegio. Perché per la democrazia è necessario che ad un partito, ad un governo ne possa succedere un altro. Non era un discorso puramente formale e di fatti la concezione democratica di Moro non era formalistica, non prescindeva dalla forma e andava alla sostanza. La sua preoccupazione era  il cittadino  da lui considerato non solo nella sua completa dignità umana ma nella pienezza della sua dignità di cristiano”.

Dal prossimo marzo il Giardino Botanico di Agrigento riapre alle visite guidate,
la struttura di via Demetra di proprietà del Libero consorzio comunale verrà riaperta alle visite guidate dopo il completamento dei lavori di manutenzione effettuati.

In occasione della visite le scolaresche potranno ammirare, apprezzare e conoscere l’intero patrimonio vegetale consistente in numerosi esemplari di piante appartenenti a diverse specie vegetali agrarie e ornamentali, incastonato all’interno di una struttura molto interessante anche dal punto di vista archeologico e che annovera un reticolo di piazzole, scale, sentieri, ipogei e costoni di arenaria.
Fotogallery di Diego Romeo
mi-piace

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