Deve scontare pena per associazione mafiosa, arrestato

Redazione

Siracusa

Deve scontare pena per associazione mafiosa, arrestato

di Redazione
Pubblicato il Giu 27, 2018
Deve scontare pena per associazione mafiosa, arrestato

Agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, emesso dal Tribunale di Siracusa,  nei confronti di Guarino Massimo, classe 1985, siracusano, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

L’uomo deve espiare la pena di quattro anni, quattro mesi e ventuno giorni di reclusione per associazione di tipo mafioso e illecita concorrenza o minaccia nell’ambito del settore del noleggio di apparecchi da gioco, commessi a Siracusa dal novembre del 2006 all’aprile del 2008.

I fatti si riferiscono ad un’articolata indagine, sfociata nell’operazione “Poker d’Assi”, nei confronti dell’uomo e di altri soggetti appartenenti al clan Bottaro-Attanasio, nell’ambito del settore del noleggio di apparecchi da gioco.

A seguito dei rafforzati servizi di controllo del territorio, finalizzati a contrastare i reati predatori ai danni degli esercizi commerciali, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Siracusa a seguito delle indagini svolte dagli investigatori, nei confronti di Di Mari Pasqualino, classe 1988 e Pacini Salvatrice, classe 1993, siracusani, ritenuti responsabili di rapina impropria commessa in data 18 giugno 2012 ai danni di un esercizio commerciale. In tale occasione i due soggetti, dopo essere entrati nel negozio, sottraevano degli occhiali da sole e si allontanavano a bordo di uno scooter dopo aver spintonato con forza la titolare che cadeva a terra procurandosi una contusione al ginocchio ed alla caviglia.

Gli stessi, inoltre, sono ritenuti responsabili di una seconda rapina impropria, commessa il 17 maggio 2018, ai danni di un supermercato sito in viale Teocrito.

In quella occasione, il Di Mari, dopo essersi impossessato di diverse derrate alimentari, vistosi scoperto da un dipendente, lo minacciava con un cacciavite e, per guadagnarsi la fuga, schiaffeggiava, spintonava e prendeva a calci un’altra dipendente.


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