Dietro l’incidente stradale c`è un omicidio, arrestato 24enne

Dietro l’incidente stradale c`è un omicidio, arrestato 24enne

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Il luogo del delitto e Cosimo Geloso

Non era l’ennesimo caso di pirateria stradale quello che ha provocato la morte di un 73enne palermitano, lo scorso 16 maggio, ma il tragico epilogo di una annosa contesa tra due nuclei familiari. E’ quanto ha accertato la polizia di Stato che ha arrestato, per omicidio volontario, Cosimo Geloso, 24 anni, di Palermo. Il giovane, accusato di avere provocato la morte di un anziano investendolo con la propria auto, si era reso irreperibile per circa 48 ore ed una volta rintracciato è stato posto in stato di fermo. Il provvedimento è stato disposto dai sostituti procuratori Dessì e De Flammineis. I fatti risalgono al pomeriggio del 15 maggio scorso, quando un cittadino 73enne, palermitano, è stato accompagnato da alcuni familiari presso l’ospedale Buccheri La Ferla a causa delle lesioni provocate da un incidente stradale. L’uomo è poi deceduto il giorno successivo per arresto cardiocircolatorio. Le indagini dei poliziotti, finalizzate a far luce sulla dinamica dell’incidente, hanno fatto emergere come poco prima si fosse verificata una vera e propria rissa tra alcuni familiari della vittima e soggetti di un altro nucleo familiare, in forte attrito con i primi per motivi economici e personali. E gli investigatori sono riusciti a fare luce sul movente dell’omicidio e sulla dinamica dell’incidente. Nel pomeriggio del 15 maggio, le nipoti della vittima, due ragazze di 17 e 18 anni, nel transitare a bordo del proprio ciclomotore per le vie del quartiere Brancaccio, avrebbero incontrato Cosimo Geloso e sua moglie; a causa di vecchi rancori mai sopiti tra le rispettive famiglie, le ragazze sarebbero state pesantemente apostrofate e fatte cadere dal ciclomotore. Subito dopo le giovani hanno raggiunto il padre, che, informato di quanto accaduto, si e’ recato in cortile Faraone, presso l’abitazione di Geloso, per chiarire i motivi dell’aggressione alle figlie. L’uomo sarebbe stato aggredito a sua volta da diverse persone, in particolare dalle donne della famiglia Geloso, che lo avrebbero colpito ripetutamente con oggetti metallici alla testa e al corpo, provocandogli diverse ferite. In soccorso dell’uomo è intervenuto anche il padre 73enne, il quale, spalleggiato da altri parenti, è riuscito a sottrarre il figlio alla furia dei Geloso, trovando riparo, subito dopo, nei pressi della propria abitazione, nella zona di via Messina Marine. Qui, mentre il 73enne, in compagnia dei propri familiari, stava constatando i danni subiti nell’aggressione dall’auto del figlio, sopraggiungeva Cosimo Geloso. Questi, a bordo della propria auto, una Lancia Y bianca, notati i componenti del nucleo familiare avverso, avrebbe spinto sull’acceleratore in direzione dei rivali. Il 73enne, accortosi di quello che stava accadendo, per salvare la nipote 17enne, si sarebbe frapposto tra la ragazza e l’auto, venendo investito violentemente. Geloso, secondo una ricostruzione degli investigatori, avrebbe arrestato la marcia dell’auto, e, brandendo un grimaldello, colpito, ripetutamente ed alla testa il figlio dell’investito, allontanandosi rapidamente. Dopo l’arresto, l’indagato è stato condotto nel carcere Pagliarelli.

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