Disabili, Panepinto (Pd): sentenza Tar favorevole via libera ai protocolli personalizzati
“Il diritto di ogni bambino, affetto da malattie neuropsichiatriche a ricevere un trattamento ottimale e ad accedere ad una scolarizzazione, non può essere negato. Appare inverosimile che a sancirlo debba essere un’aula di giustizia a causa di uno scontro tra legislatore e amministrazione pubblica”. Lo dice il parlamentare regionale del Partito Democratico, Giovanni Panepinto.
“ La prima sezione del tribunale amministrativo regionale ha accolto in pieno le ragioni della ‘class action’, mossa a sostegno dell’applicazione dell’articolo 91 della legge regionale 11/2010 sostenendo lo spirito della norma, una logica di supporto economico ai nuclei familiari con l’individuazione di misure specificamente mirate e calibrate alle esigenze del singolo e frutto di una condivisione con le famiglie dei minori disabili.
Un passo in avanti nel rafforzamento degli strumenti a tutela dei minori affetti da disabilità che prevede anche la redazione di piani personalizzati la cui concreta attuazione è stata in atto vanificata dall’inerzia dell’amministrazione.
La battaglia per applicazione dell’articolo 91, partita dall’impulso dell’associazione ‘Nuove Ali’, coordinata da Katia Santamaria e Giovanna Librici, – ricorda Panepinto - prende il via all’indomani dell’approvazione della stessa norma. L’assessorato alla famiglia che di fatto avrebbe dovuto adottare atti amministrativi generali per l’attuazione dei piani personalizzati per i minori affetti da disabilità, garantendo l’erogazione di un adeguato servizio assistenziale con prestazioni personalizzate si rifiuta adducendo la mancanza di copertura finanziaria di fatto già individuata dal legislatore. Alle richieste dei genitori, il dipartimento deputato all’erogazione del sostegno risponde di non avere gli strumenti necessarie di aver addirittura proposto un emendamento per l’abrogazione dello stesso articolo 91. Una procedura paradossale che non convince i giudici del Tar a cui i genitori riuniti in associazione si sono rivolti. Ora – conclude il parlamentare Pd – con una nuova interrogazione chiedo all’assessore alla famiglia quali misure intenda adottare per l’applicazione di una norma che può certamente dare respiro a centinaia di famiglie siciliane che quotidianamente vivono il dramma della mancanza di una vera politica di sostegno ai minori disabili







