Duplice tentato omicidio a Canicattì: padre e figlio non rispondono e restano...

Duplice tentato omicidio a Canicattì: padre e figlio non rispondono e restano “muti”

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Giovanni Milana, uomo ferito e Vincenzo Mongitore, presunto sparatore

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due accuasati di essere stati gli autori del ferimento di due persone  al termine di una lite sfociata in un ferimento a colpi di pistola nei pressi del cimitero di Canicattì avvenuto mercoledì sera.  I due accusati non hanno risposto alle domande del gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, durante l’incontro di garanzia avvenuto ieri mattina.

A finire in manette con l’accusa di tentativo di omicidio e concorso in tentativo di omicidio nonchè porto illegale di armi da fuoco Giuseppe e Vincenzo Mongitore, padre e figlio di 60 e 31 anni. Da accertare chi tra i due abbia sparato. In ospedale sono finiti in gravi condizioni per le ferite al torace Giuseppe Sorce, 27 anni, e ferito in maniera meno grave Giovanni Milana, 41 anni. Alla base della lite culminata in sparatoria pare motivi d’interesse. I fatti risalgono a ieri sera e i due Mongitore sono stati arrestati all’alba dopo il racconto dei due feriti che hanno indicato agli investigatori le persone che hanno fatto fuoco. Indaga la polizia.

Le indagini dei poliziotti mirano a chiarire i motivi della contesa: i riscontri parrebbero avvalorare l’ipotesi della droga. Giovanni Milana, 41 anni, e Vincenzo Mongitore, 31 anni, vennero arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga “Strike” che nel 2011 sgominò un giro di stupefacenti.

Questa, invece, la ricostruzione della Polizia: Nella nottata, in Canicattì, la Polizia di Stato ha tratto in arresto Giuseppe Mongitore, 60 anni e Vincenzo Mongitore, 31 anni, rispettivamente padre e figlio del luogo, in quanto ritenuti responsabili dei reati di tentato omicidio plurimo e porto e detenzione illegale di arma da fuoco.
Intorno alle ore 21.00, la “Volante” del locale Commissariato di P.S., su segnalazione del personale sanitario del servizio “118” interveniva in contrada Coda volpe nell’abitazione di Giovanni Sorce, 28 anni in quanto veniva segnalata l’esplosione di colpi di arma da fuoco. Sul posto, gli agenti avevano la presenza di Giovanni Milana 42 anni il quale presentava svariate ferite da arma da fuoco, mentre il citato proprietario dell’abitazione era già stato trasportato in ospedale poichè anch’egli attinto dai colpi di arma da fuoco e gravemente ferito. Le immediate investigazioni consentivano di accertare che i due soggetti erano stati feriti dai due odierni arrestati i quali venivano rintracciati nelle rispettive abitazioni.
I due feriti venivano sottoposti ad intervento chirurgico per lesioni plurime da arma da fuoco in varie parti del corpo ed i sanitari del locale ospedale si riservavano la prognosi sulla vita per entrambi.
Le attività della polizia scientifica condotte sul luogo teatro del fatto delittuoso consentivano di rinvenire tre bossoli cal. 9 Luger ed un bossolo di un proiettile di fabbricazione greca il cui calibro è in corso di identificazione. Le perquisizione eseguite presso le abitazioni degli arrestati non consentivano il rinvenimento delle armi utilizzate. Dopo le formalità di rito, i due arrestati venivano tradotti presso la casa circondariale di Agrigento a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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