Emergenza rifiuti, la Regione punta sulla differenziata

Irene Milisenda

Palermo

Emergenza rifiuti, la Regione punta sulla differenziata

Pubblicato il Apr 12, 2018
Emergenza rifiuti, la Regione punta sulla differenziata

Continua l’emergenza rifiuti a Palermo. I vigili del fuoco hanno effettuato diversi interventi per numerosi cassonetti in fiamme. A partire dalle 22 e’ scattata la prima segnalazione in via Erice, nel quartiere Borgo Nuovo. Poco dopo le 23 i vigili del fuoco hanno spento le fiamme appiccate a cumuli di spazzatura alla Kalsa, in via Vetreria. Nel quartiere Montegrappa-Villaggio Santa Rosalia due interventi intorno alla mezzanotte: in via Bergamini e in via Carmelo Raiti. In mattinata alle 6,30 nel centro storico, in via Papireto, i vigili del fuoco hanno spento l’ultimo rogo appiccato a cumuli di spazzatura.

Nel frattempo la Regione ha varato un piano rifiuti redatto dal nuovo assessore Alberto Pierobon e approvato la scorsa settimana dalla giunta presieduta da Nello Musumeci, che punta alla  differenziata a regime nel 2023, quando si prevede di raggiungere il 65% di raccolta, ma niente termovalorizzatori.

Il Piano, l’atto che mancava per sbloccare i 170 milioni di fondi comunitari fermi a Bruxelles, prevede anche la revisione delle tariffe per il conferimento in discarica (attualmente, come riportano oggi alcune testate siciliane, i costi variano da 70 a 157 euro a tonnellata), con l’obiettivo di giungere a una riduzione della Tari. La prima verifica sul fronte della differenziata e’ per il 2019, quando la raccolta dovra’ raggiungere il 35%, 20 punti percentuali in piu’ rispetto a oggi. La crescita dovra’ avvenire, secondo quanto prevede il piano, anche con campagne di sensibilizzazione e l’uso di strumenti informatici. Previsto per artigiani e negozi l’obbligo di indirizzare gli imballaggi in un circuito di smaltimento. Pianificato l’aumento di impianti di compostaggio (attualmente sono 8 quelli in funzione, su 18 esistenti) e una discarica pubblica per ogni provincia: 4 delle 10 per ora in funzione esauriranno la loro capienza entro l’anno. Previsto infine, nel caso dovesse servire, il trasporto fuori dalla Sicilia di un massimo di 60 mila tonnellate al mese di rifiuti urbani non pericolosi.


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