Enna, trovate lettere di Mazzini e Garibaldi

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Scoperto a Troina (Enna) un archivio privato contenente anche lettere autografe di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. L’archivio riguarda il Risorgimento e contiene documenti inediti che provano l’attivita’ cospiratoria e contiene effetti personali e cimeli, appartenenti al patriota troinese Francesco Schifani, esponente di spicco del movimento carbonaro nel Meridione, in collegamento diretto con i vertici nazionali. Vittima di torture da parte dei Borbone, Schifani mori’ nel 1873, dodici anni dopo l’Unita’ d’Italia. Sulla figura del patriota di Troina e’ stata avviata la collaborazione tra il Comune e il Museo nazionale del Risorgimento italiano di Torino, il piu’ grande museo di storia patria del Paese. Entro l’estate 2017, nella cittadina dei Nebrodi, nel cuore della Sicilia aprira’ il battenti Museo del Risorgimento di Troina, uno spazio con caratteristiche inedite in Sicilia. La sede del museo sara’ un edificio storico a due piani nel centro della citta’, dove verra’ esposta l’intera collezione donata alla collettivita’ dalla famiglia Russo, erede di Schifani, a partire dalle lettere di Mazzini e Garibaldi. Il museo prevede spazi multimediali per riprodurre il contesto di storia e vita del periodo, la ribellione ai Borbone e l’avvento dei Savoia, con l’importante intermezzo garibaldino. “Dopo aver portato a Troina le foto di Robert Capa apprezzate in tutto il mondo – ha detto il sindaco Fabio Venezia – portiamo avanti un nuovo importante progetto per il rilancio turistico della nostra comunita'”. La scoperta dell’archivio Schifani servira’ anche a dare un’occasione di approfondimento scientifico a un giovane ricercatore italiano. Nelle prossime settimane il Comune, d’intesa con il Museo nazionale del Risorgimento di Torino, istituira’ una borsa di studio per valorizzare gli studi storici sul Risorgimento siciliano e ricostruire la figura del patriota troinese. “Il nostro e’ un gesto di amore e di orgoglio – ha detto Maria Rosa Russo che rappresenta la famiglia erede di Schifani – vogliamo che si approfondisca la lotta del nostro avo, un sincero democratico che credeva gia’ allora nell’Italia”. “I documenti ritrovati – racconta il professor Levra – dimostrano il funzionamento della fitta rete di opposizione democratica, compresa la componente massonica, e meritano un approfondimento scientifico”.

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