Operazione Montagna 2, le estorsioni e il pentito Quaranta fanno scattare il blitz: 10 arresti (vd e ft)

Redazione

Agrigento

Operazione Montagna 2, le estorsioni e il pentito Quaranta fanno scattare il blitz: 10 arresti (vd e ft)

di Redazione
Pubblicato il Giu 28, 2018
Operazione Montagna 2, le estorsioni e il pentito Quaranta fanno scattare il blitz: 10 arresti (vd e ft)

L’operazione Montagna non si è fermata. Altro duro colpo alla mafia agrigentina con la naturale prosecuzione del blitz dei carabinieri effettuato lo scorso 22 gennaio e che ha portato all’arresto di 56 persone. 

Operazione Montagna 2

Questa notte i carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento – agli ordini del colonnello Giovanni Pellegrino – hanno arrestato 10 persone (già coinvolte il 22 gennaio scorso) rimesse in libertà a Febbraio: si tratta di Vincenzo Pellitteri, 66 anni di Chiusa Sclafani e ritenuto il reggente della locale famiglia; Franco D’Ugo, 52 anne di Palazzo Adriano, ritenuto affiliato alla locale famiglia; Giovanni Gattuso, 62 anni di Castronovo di Sicilia ritenuto il reggente; Vincenzo Cipolla, 56 enne da San Biagio Platani (AG), ritenuto appartenente alla famiglia di San Biagio Platani; Raffaele La Rosa, 59 enne da San Biagio Platani (AG), ritenuto appartenente alla famiglia di San Biagio Platani;Raffaele Salvatore Fragapane, 40 enne da Santa Elisabetta (AG), ritenuto appartenente alla famiglia di Santa Elisabetta;Luigi Pullara, 54 enne da Favara (AG), ritenuto esponente di vertice della famiglia di Favara; Angelo Di Giovanni, 46 enne da Favara (AG), ritenuto appartenente alla famiglia di Favara;Giuseppe Vella, 37 enne da Favara (AG), ritenuto appartenente alla famiglia di Favara;  Antonino Vizzì, 63 enne da Raffadali (AG), ritenuto reggente della famiglia di Raffadali.

 

Oltre 100 Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno nuovamente arrestato dieci esponenti di vertice di famiglie di “Cosa Nostra” agrigentina e del palermitano, che erano stati rimessi in libertà a febbraio, dopo l’imponente operazione chiamata in codice “Montagna”. Il blitz, ordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, è scattato nel cuore della notte con l’ausilio di un elicottero, di unità cinofile e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Sicilia.

L’operazione ha inflitto un ulteriore duro colpo agli attuali assetti di “Cosa nostra”, permettendo di documentare ulteriormente estorsioni ai danni di 7 aziende. Numerose perquisizioni, alla ricerca di droga, armi ed esplosivi, sono ancora in corso.

Un elicottero vigilava dall’alto, facendo rapidamente la spola tra Raffadali, Favara e San Biagio Platani. Oltre 100 militari, supportati anche da unità cinofile per la ricerca di droga, armi ed esplosivi, hanno fatto simultaneamente irruzione in ville, appartamenti, case di campagna e casolari. In pochi minuti, sono scattate le manette ai polsi di 10 pericolosi soggetti, quasi tutti ai vertici delle famiglie di “Cosa Nostra” agrigentina e del palermitano. I provvedimenti sono stati emessi, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, con l’accusa di “associazione di tipo mafioso armata” finalizzata alle estorsioni.

La vasta operazione odierna è scaturita da attività investigative svolte dai Carabinieri del Reparto Operativo di Agrigento nel periodo Febbraio/Maggio 2018, che hanno permesso di acquisire ulteriori elementi di prova, corroborati anche dalle dichiarazioni rese da un nuovo collaboratore di Giustizia, convintosi a dare il suo contributo proprio dopo essere stato arrestato nell’ambito dell’operazione denominata in codice “Montagna”.

Sono stati così ulteriormente raccolti gravi e concordanti elementi indiziari che hanno delineato le responsabilità ed i vari ruoli assolti, in seno ai mandamenti ed alle famiglie mafiose, dai destinatari del nuovo provvedimento cautelare, i quali, nel mese di Febbraio u.s., erano stati rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame a seguito del primo imponente blitz. Nel corso di tali ulteriori investigazioni, nei confronti di alcuni dei destinatari del provvedimento restrittivo, sono stati acquisiti elementi di prova in relazione al loro coinvolgimento in estorsioni, tentate e consumate, ai danni complessivamente di sette società appaltatrici di opere pubbliche di ingente valore. L’inchiesta in corso, come noto, aveva già documentato l’esistenza di un nuovo Mandamento, quello, appunto, c.d. della “Montagna”, da cui prende il nome l’intera operazione.

Il nuovo mandamento è risultato essere il frutto di una scelta fatta nel 2014 dal 37enne Francesco Fragapane, arrestato durante il primo blitz, ritenuto Capo del medesimo mandamento, figlio di Salvatore, quest’ultimo già capo provincia di “Cosa Nostra” agrigentina.

 


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