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Estorsione a Licata, blitz in coop sociali: arrestati l’avv. Magliarisi e Linda Modica; tre divieti di dimora (video procuratori Fonzo e Delpini)

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Conferenza stampa blitz Licata
Conferenza stampa blitz Licata
Conferenza stampa blitz Licata, il Pm Matteo Delpini
Conferenza stampa blitz Licata, il Pm Matteo Delpini
Conferenza stampa blitz Licata
Conferenza stampa blitz Licata

Due arresti ai domiciliari, tre divieti di dimora e un sequestro preventivo.

Sono i provvedimenti eseguiti dai finanzieri della Compagnia di Agrigento e della Tenenza di Licata, coordinati dalla Procura della città dei templi, per i reati di estorsione ai danni di alcuni dipendenti delle cooperative Arcobaleno e Libero gabbiano, attualmente illustrati in una conferenza stampa che si staprocura tenendo nei locali della Procura di Agrigento dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Matteo Delpini.

Altre persone risultano indagate.

L’inchiesta è scaturita dalle denunce di un ex dipendente il 13 settembre 2013 e fa riferimento a fatti commessi fino al 2015.

I provvedimenti cautelari, riguardano: Rosario Magliarisi, avvocato, 47 anni di Ventimiglia e residente a Licata amministratore di fatto delle cooperative sociali “Il Libero Gabbiano” e  “Arcobaleno società cooperativa sociale – Onlus”; Linda Modica, 49 anni, responsabile di fatto delle cooperative e addetta alla gestione economica e contabile dei rapporti con i lavoratori dipendenti, entrambi ai domiciliari; divieto di dimora per Angelo Magliarisi, 46 anni di Licata e residente a Paternò, amministratore unico e rappresentante legale della “Arcobaleno società cooperativa sociale – Onlus”; Carmela Di Blasi, 67 anni, amministratore unico e rappresentante legale  della cooperativa sociale “Il Libero Gabbiano” con ruolo direttivo  nella “Arcobaleno società cooperativa sociale – Onlus”, e Florinda Zagra, 37 anni, impiegata amministrativa addetta di fatto alla gestione economica, stretta collaboratrice di Linda Modica.

Indagate altre quattro persone, tutte dipendenti delle società, per favoreggiamento personale avendo cercato con le loro dichiarazioni alla magistratura di alleggerire la posizione dei loro datori di lavoro.

Secondo l’accusa, gli indagati assumevano personale pagando una cifra minore rispetto alla busta paga. I dipendenti, infatti, erano costretti dopo il prelievo dello stipendio di restituire la somma eccedente.

Il Gip ha accolto la richiesta di  sequestro preventivo delle quote della società Vi.Sa. Unipersonale Srl  di Rosario Magliarisi.

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