Agrigento

Ex dipendente registra di nascosto colloquio con La Gaipa: così è scattata l’inchiesta: M5S sapeva

Una registrazione fatta di nascosto col telefonino. Un file audio che è finito immediatamente sul tavolo del capo della Squadra mobile di Agrigento Giovanni Minardi.

Nella confusione di voci ed interventi si fa riferimento a soldi da restituire e a buste paga da firmare.

Ecco il caposaldo dell’accusa che ha mosso l’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari Fabrizio La Gaipa, imprenditore alberghiero e al divieto di soggiorno ad Agrigento del fratello Salvatore, titolari dell’Hotel Costazzurra.

Con il coordinamento del pubblico ministero Carlo Cinque e la supervisione del procuratore capo Luigi Patronaggio, i poliziotti hanno avviato l’indagine usando i metodi classici: interrogatori dei denuncianti (due) intercettazioni, cimici e telecamere, osservazioni.

Per gli investigatori il quadro indiziario raccolto era meritevole di un provvedimento di cattura. Tesi condivisa da sostituto procuratore Carlo Cinque che ha avanzato richiesta al Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto che ha firmato la misura cautelare.

La vicenda, inevitabilmente, oltre che giudiziaria è divenuta soprattutto politica.

Fabrizio La Gaipa, candidato alle ultime regionali con il Movimento 5 stelle ha sfiorato il seggio all’Ars risultando, con 4357 voti il primo dei non eletti nel collegio di Agrigento.

E questa vicenda della denuncia per estorsione ad opera di due  suoi ex dipendenti non era per nulla segreta.

La Gaipa sapeva bene di essere stato denunciato non fosse altro perché in occasione delle regionarie di M5s per stabilire chi dovesse essere il candidato alle elezioni regionali qualcuno – antagonisti politici –  aveva informato ufficialmente i vertici di M5s in Sicilia della denuncia a carico dell’imprenditore.

Ma tutto questo non fu sufficiente per impedirne la candidatura.

E la notizia della denuncia per estorsione a carico di La Gaipa circolava da tempo senza, peraltro, trovare conferme ufficiali.

Il venerdì antecedente le operazioni di voto più inviati in Sicilia e giornalisti tentarono, invano, di portare alla luce ciò che fino a quel momento era un boatos, un rumors, trovando un muro impenetrabile in Procura ad Agrigento.

A Fabrizio La Gaipa proprio quel venerdì Grandangolo chiese della denuncia dei due suoi ex dipendenti. E La Gaipa si disse dispiaciuto negando ogni tipo di responsabilità penale.

Appena la Procura mi chiamerà –  ci disse –  saprò chiarire ogni cosa.

Non sapeva, però, che l’avrebbero arrestato.

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