Falsa rapina in villa: confessa la moglie della vittima: “Ispirata da un...

Falsa rapina in villa: confessa la moglie della vittima: “Ispirata da un film visto su Canale 5″ (video)

697 views
0
SHARE
La conferenza stampa Carabinieri e Procura, a destra Vincenzina Ingrassia

Questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, collaborati da quelli delle articolazioni Anticrimine di Palermo e Catania, dal Reparto Crimini Violenti del R.O.S. e dal R.I.S. di Messina, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, Vincenzina Ingrassia, 63enne di Biancavilla, per il reato di omicidio. La donna nella notte di ieri ha chiamato i Carabinieri di Biancavilla dicendo che due soggetti, armati di pistola, si erano introdotti all’interno della sua abitazione e, dopo una breve colluttazione, avrebbero legato i due coniugi con delle strisce ricavate da un lenzuolo. Il marito, sempre secondo quanto ha raccontato in un primo momento l’anziana signora, non avendo detto dove erano nascosti i soldi, sarebbe stato malmenato e colpito a morte al cranio con un ciocco di legno raccolto nel giardino dell’abitazione. La donna, subito dopo, sarebbe riuscita a liberarsi ed a chiamare i Carabinieri ai quali avrebbe raccontato l’accaduto.
Il sopralluogo effettuato dal R.I.S. ha messo in evidenzia alcune incongruenze rispetto al racconto fatto dall’anziana signora. Lo studio dei dati tecnici fatto dai militari del Reparto Operativo unitamente a quelli del Reparto Crimini Violenti avrebbe confermato i sospetti. Gli inquirenti, coordinati dal magistrato della Procura etnea, Raffaella Vinciguerra, hanno così cominciato un estenuante interrogatorio della donna che si è protratto per tutta la notte. Alla fine Vincenzina Ingrassia non ha potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità confessando che è stata proprio lei a colpire alla testa il marito nel sonno con un ciocco di legno. L’Ingrassia ha raccontato di continue violenze patite da parte del marito negli ultimi 40 anni e da ultimo un litigio avuto proprio ieri sera durante il quale l’uomo avrebbe colpito la donna alle gambe proprio con quella che poi sarebbe diventata l’arma del delitto. La signora, a questo punto, ha aspettato che il marito si addormentasse e, disperata, ha colpito alla testa l’uomo proprio con lo strumento con il quale era stata ferita poco prima. I dubbi erano comunque emersi subito sulla dinamica della presunta rapina in villa con omicidio commessa a Biancavilla. Delle piccole incongruenze che andavano approfondite, come hanno fatto i carabinieri del comando provinciale di Catania e della compagnia di Paternò. E già ieri si parlava di gialli. La coppia, per esempio, aveva la passione per i cani, anche quelli randagi, che accudiva nella loro villa. Eppure la notte della tragedia nessuno nella zona li ha sentiti abbaiare.
”Strano – ha commentato un vicino – si fanno sentire spesso e anche da lontano”. Un altro dubbio che avevano gli investigatori era la scelta dell’obiettivo da parte dei rapinatori: una villetta di lavoratori, ma non di persone ricche. In una zona, hanno raccontato i vicini, che “è stata sempre tranquilla”. E infine anche il bottino: poche centinaia di euro e, soprattutto due anelli dell’uomo, compresa la fede nuziale della vittima, e non quella della moglie. Un particolare quest’ultimo che oggi ha un’altra chiave di lettura: non una rapina, ma una separazione violenta con omicidio.
Nella notte, il colpo di scena mentre la signora Ingrassia veniva interrogata: “Il magistrato ha interrotto le spontanee dichiarazioni, ha avvertito la signora che stava facendo delle dichiarazioni auto-accusanti; è stato quindi chiamato il legale e subito c’è stato un decreto di fermo.”

“La versione della donna era molto lucida – ha detto il comandante Casarsa- ed ha provato più vergogna che rimorso alla fine dell’interrogatorio che si è protratto per tutta la notte. Bisogna capire ancora anche il ruolo dei familiari, perché sono state trovate armi clandestine, droga e piante di marijuana essiccata all’interno della casa, oltre a soldi (che la donna aveva detto di non avere in casa)”.
La signora avrebbe riferito agli inquirenti che ad “ispirarle” il tragico gesto sarebbe stata la visione di un film su Canale 5 mandato in onda la sera prima ed in cui si narrava proprio la storia di una donna che aveva ucciso il marito.
“Nella legnaia è stato trovato un fucile calibro 12, in dotazione alla polizia, rubata nel 1996. Nel piano di sopra, nella mansarda c’era un locale dedicato all’essiccazione della marijuana, tenuta in boccioni di vetro. Stiamo anche valutando la documentazione economica della famiglia per capire quale è il contesto.”

Vincenzina Ingrassia è stata accompagnata presso il carcere di Piazza Lanza in attesa dell’udienza di convalida che si terrà nei prossimi giorni.
Significativo l’intervento in conferenza stampa del PM incaricato Raffaella Vinciguerra: “Se è vero che l’origine di questo omicidio si deve trovare nella violenza subita dalla donna per anni e quindi dallo stato di turbamento, il messaggio che vorrei ulteriormente lanciare è che chi subisce dei maltrattamenti si rivolga subito alle forze di polizia e non debba trovarsi nella situazione di stress tale da effettuare tali gesti che certamente non cambia la qualità della sua vita”

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *