Favara, omicidio Ciffa: indagini nel mondo della droga e su un agguato...

Favara, omicidio Ciffa: indagini nel mondo della droga e su un agguato in Belgio (video)

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Carmelo Ciffa, la vittima

Un rompicapo, un a matassa da sbrogliare al più presto per capire cosa sta realmente accadendo a Favara in questi ultimi tempi.

L’omicidio di Carmelo Ciffa, 42 anni, empedoclino, residente ad Agrigento ma occupato (parrebbe) come lavoratore socialmente utile al Comune di Favara potrebbe essere molto di più che una vendetta originata da futili motivi.

La vittima con precedenti penali per spaccio di droga  ed altro è stata uccisa con modalità  – come raccontano le prime notizie – degne della più bieca tradizione della criminalità organizzata. Raggiunto da alcuni proiettili mentre era intento a potare una palma, ha tentato una disperata fuga verso il vicino supermercato Paghi poco di corso Vittorio Veneto ma non è riuscito a salvarsi.

A sparare almeno un sicario che quando ha visto Ciffa, benchè ferito, rialzarsi e scappare, lo ha inseguito sparando nuovamente ma l’arma si è inceppata.

Scenario complicato per un delitto di peso: Carmelo Ciffa, secondo le prime risultanze investigative, sembrerebbe legato al gruppo Di Stefano di Favara, notoriamente indicato come “Furia”.

E non può sfuggire agli attenti osservatori, e il pubblico ministero Salvatore Vella che sta coordinando le indagini lo è,  che appena un mese fa in Belgio, a Liegi, un commando di sicari ha ucciso Mario Jakelich, 28 anni, di Porto Empedocle e ferito gravemente il 40 enne favarese Maurizio Di Stefano, uno dei “Furia”, appunto.

Inevitabile pensare, ma non è l’unica pista seguita, al mondo del traffico di droga, tanto fiorente sull’asse Porto Empedocle – Favara come scenario principale sul fronte investigativo.

Intanto, la caccia ai sicari continua. I carabinieri del capitano Ernesto Fusco stanno setacciando l’intero territorio e indagano a tutto spiano. Anche gli uomini della Squadra mobile, guidati da Giovanni Minardi sono sul posto a dar manforte.

Le investigazioni potrebbero trovare un primo notevole impulso grazie ai filmati delle telecamere di sicurezza istallate nella zona.

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