Favara, omicidio Ferraro: ritrovata bruciata l’auto usata dai killer

Redazione

Favara

Favara, omicidio Ferraro: ritrovata bruciata l’auto usata dai killer

Scoperta nelle campagne tra Licata e Palma di Montechiaro l’auto usata dai killer che hanno ucciso venerdì scorso Emanuele Ferraro, muratore 42enne, indagato per il tentato omicidio di Carmelo Nicotra, avvenuto il 23 maggio scorso. L’episodio si inserisce nell’ormai tristemente nota faida Liegi-Favara.
di Redazione
Pubblicato il Mar 13, 2018
Favara, omicidio Ferraro: ritrovata bruciata l’auto usata dai killer

E’ stata ritrovata nella campagne tra Licata e Palma di Montechiaro l’auto – una Y10 – usata probabilmente dal commando che ha ucciso venerdì mattina Emanuele Ferraro, 42 anni, con cinque colpi di pistola sparati da una distanza di 3 metri in pieno giorno in via Diaz, a Favara.

A fare la scoperta sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Agrigento che, intorno alle 12:00 di ieri, si sono recati sul posto. L’autovettura era completamente distrutta dalle fiamme appiccate da chi sicuramente non voleva lasciare tracce. Una cosa simile era avvenuta già per un altro agguato, quello dello scorso 23 maggio nei confronti di Carmelo Nicotra, quando sempre gli agenti di Polizia ritrovarono la Renault Kangoo usata per la spedizione, carbonizzata non molto distante da Favara.

Emanuele Ferraro, la vittima

Già negli attimi subito dopo l’omicidio Ferraro alcuni testimoni oculari avevano parlato di una Y10 vista sfrecciare tra le vie di Favara. Sul posto del ritrovamento dell’auto si sono portati anche gli uomini della Scientifica che hanno effettuato alcuni rilievi a caccia di qualsiasi traccia utile per le indagine. Quest’ultime sono coordinate dalla Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo con il fascicolo che è nelle mani del sostituto procuratore Alessia Sinatra.

La vicenda si inserisce nell’ormai tristemente nota faida Liegi-Favara: una scia di sangue cominciata nel settembre 2016 e che, ancora oggi, non sembra placarsi: una mattanza che si trascina – sembrerebbe per una guerra cominciata per il controllo del mercato internazionale degli stupefacenti – cadaveri uno dietro l’altro: prima con l’omicidio Jakelich e il ferimento di Maurizio Di Stefano, a Liegi; successivamente con gli omicidi di Carmelo Ciffa, ucciso in pieno giorno a Favara, e Rino Sorce, ristoratore favarese incensurato ucciso come un boss a Liegi; poi, ancora, l’agguato a colpi di kalashnikov nei confronti di Carmelo Nicotra, scampato miracolosamente e, infine, l’omicidio di Emanuele Ferraro, venerdì scorso a Favara.


Dal Web


Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 - 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 - Iscrizione R.O.C.: 22361