Fidanzati “detective” fanno arrestare una banda di ladri

Fidanzati “detective” fanno arrestare una banda di ladri

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Jacopo Verzoli e Andrea D'Angelo

Topi d’appartamento catturati grazie ad una coppia di fidanzati detective. La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Commissariato di Comiso – ha eseguito tre provvedimenti di misura cautelare a carico di tre comisani: carcere per Jacopo Verzoli, nato a Comiso nel 1981 (pluripregiudicato), agli arresti domiciliari Andrea D’Angelo, nato a Comiso nel 1987 (pluripregiudicato) e obbligo di dimora per I. P. di anni 19. Da tempo, gli investigatori della Polizia di Stato avevano avviato delle attività d’indagine per individuare gli autori di diverse rapine in abitazione commesse ai danni di anziani nella zona di Comiso. Ad incastrare i tre ladri, i sopralluoghi che effettuavano prima dei furti nei pressi delle abitazioni: i loro movimenti, infatti, non sono passati inosservati. In particolare, una coppia di fidanzati aveva notato quei giovani vicino casa mentre si stavano salutando prima che la ragazza facesse rientro in casa. Da qui, i poliziotti avevano richiesto l’intercettazione delle utenze telefoniche in uso agli arrestati, attività che dava subito importanti frutti investigativi. Durante uno dei furti in abitazione, i tre parlavano al telefono e per questo sono stati intercettati. Il piano era quasi sempre lo stesso: uno in macchina, uno faceva da palo ed un altro entrava in casa, spesso salendo, arrampicandosi utilizzando il pluviale o un palo della luce. Le informazioni erano continue tra i tre indagati, non lasciavano nulla al caso, bastava vi fosse un’auto sospetta, ovvero una in uso alla Polizia e i tre per non sbagliare si davano alla fuga, confondendola magari con una normale auto. Durante uno dei furti più importanti (quasi 30.000 euro in un solo colpo) Verzeroli, che si era introdotto in casa, era talmente contento che contattava i complici all’esterno della casa da depredare: “ho trovato la sorpresa”; il complice preoccupato: “c’è qualcuno, c’è la vecchia?”; “no ci sono belle cose”. Proprio in occasione di quel furto i tre complici sono riusciti a portare via quasi 20.000 euro in contanti e 10.000 euro in monili d’oro. La Polizia Scientifica ha anche ritrovato l’impronta digitale di Verzoli in una delle case derubate. A Verzoli, infatti, spettava il ruolo di entrare in casa, essendo il più agile, capace di arrampicarsi utilizzando qualsiasi appiglio.

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