Firetto: “Mi posso dimettere solo se faccio il Presidente della Repubblica”

Firetto: “Mi posso dimettere solo se faccio il Presidente della Repubblica”

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Firetto nel suo ufficio

Firetto parla nell'Aula di Palazzo dei Giganti
Firetto parla nell’Aula di Palazzo dei Giganti
Firetto entra in municipio
Firetto entra in municipio
Firetto stretta di mano col comandante dei vigili urban
Firetto stretta di mano col comandante dei vigili urban
Lillo Firetto è già sindaco di Agrigento,
Lillo Firetto è già sindaco di Agrigento,

E’ stata la frase chiave che può riassumere le intenzione del neo sindaco Firetto. Al cronista che gli chiedeva se nel giuramento bisognava introdurre la clausola di esercitare la funzione di primo cittadino almeno per 5 anni Calogero Firetto ha risposto “Sia chiaro, mi posso dimettere se faccio il presidente della Repubblica”. Non c’è tempo per gli applausi che già Firetto snocciola una serie di iniziative imminenti come una riunione operativa per la cattedrale con funzionari regionali e poi entro martedì l’ufficializzazione della squadra di governo. Se i 5Stelle chiedono le dimissioni del neo assessore Fontana per la nota vicenda delle Macalube, il neo sindaco risponde che non si tratta di atti amministrativi ma se dovesse  giungere il rinvio a giudizio “sarà lo stesso Fontana a trarne le conseguenze”. Niente consiglieri-assessore, il caso Biondi è subito risolto con la nomina e il lavoro di assessore “che io immagino non assessore per 48 ore ma fino alla fine del mandato, dal punto di vista lavorativo io sono aggressivo e comunque a me piace fare il sindaco e non il deputato. Me lo dice pure mia moglie quando torno a casa stanco ma soddisfatto”. Firetto annuncia tra l’altro che stipulerà un patto di collaborazione con i comuni di Palermo e Catania “una sorta di triangolo dello sviluppo e alla stampa soprattutto affido di seguire questo nuovo percorso pregando tutti di continuare a remare per questa città”. Agrigento avrà anche un suo piano urbano curato dalla Sintagma che ha curato quello di Perugia con buoni risultati, un piano che dovrà essere socializzato e che va discusso perché inevitabilmente potrà ambiare le nostre abitudini quotidiane. A chi gli chiede se dovrà rivedere il cartellone del Teatro Pirandello, Firetto precisa che il Teatro deve essere il tempio di una vera cultura e non potrà più essere dato a manifestazioni varie a iniziare da quelle politiche. Per l’appalto dei rifiuti? L’ho già trovato appaltato – ribatte Firetto e si  lancia in una notazione audace quando rileva che Agrigento “per questa e altre soluzioni deve essere un faro trainante, il faro di tutta una galassia e per questo la città ha una responsabilità in più”. Sulle difficoltà di precari e di rapporto con la dirigenza comunale, Firetto rassicura: “C’è bisogno di portare pane non di toglierlo, certo ci saranno delle regole da socializzare e vi assicuro che le regole saranno rispettate. Non vengo per fare epurazioni, si stabiliranno obiettivi e su questi scommetteremo”. Numerosi i problemi anche gravi cui Firetto accenna a iniziare della situazione finanziaria, Favara ovest (“agiremo subito”), mentre i primi cambiamenti  toccheranno le piccole cose, per i programmi ci vorrà un po’ di tempo.  In cima a tutto e subito le politiche sociali e la lotta alla povertà. Niente comizi di ringraziamento, “andremo subito a lavorare” e tra l’altro annuncia che verrà attivato uno sportello per i rapporti con Girgenti acque e che servirà anche di conciliazione. Ultima notazione per il Palacongressi che non dovrà servire come proprietà personale di qualcuno ma per il turismo congressuale. In tal modo, chiude ironicamente, ”fra dieci anni quando me ne andrò, il futuro sindaco avrà pochi problemi da risolvere”.

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