Firme false Cinquestelle: deputati regionali non rispondono, 13 gli indagati

Redazione

Palermo

Firme false Cinquestelle: deputati regionali non rispondono, 13 gli indagati

di Redazione
Pubblicato il Nov 28, 2016

Salgono a 13 gli indagati nell’inchiesta sulle firme false depositate dal Movimento 5 Stelle in occasione delle elezioni comunali di Palermo del 2012. Nel registro degli indagati sono finiti un’altro deputata grillino, Giulia Di Vita; Pietro Salvino, marito della deputata già indagata Claudia Mannino; e una terza persona al momento non individuata. Intanto stamani in Procura è continuata la sfilata degli indagati nella stanza del sostituto procuratore Dino Petralia, che insieme al pm Claudia Ferrari conduce l’inchiesta. Oggi è toccato ai deputati Riccardo Nuti, nel 2012 candidato sindaco di Palermo, e Claudia Mannino, incontrare gli inquirenti. Entrambi, che al momento non si sono ancora autosospesi, e per i quali è possibile arrivi una pronuncia da parte del collegio dei probiviri pentastellati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, senza sottoporsi neanche alla perizia calligrafica. Dopo l’audizione della Mannino, è stato il marito a entrare nella stanza dei magistrati. Ma anche lui si è avvalso della facoltà di non rispondere. Sabato scorso era toccato all’ex assistente parlamentare regionale Samantha Busalacchi incontrare Petralia e Ferrari in tribunale, ma anche lei si era avvalsa della facoltà di non rispondere. Ha risposto invece alle domande degli inquirenti l’ex attivista Alice Pantaleone, la quale ha respinto ogni addebito. Gli interrogatori proseguiranno oggi pomeriggio, quando saranno ascoltati l’ex attivista Francesco Menallo, e il cancelliere del tribunale di Palermo, Giovanni Scarpello, che certificò l’autenticità delle firme raccolte. Intanto, un nuovo input alle indagini è arrivato da un altro indagato, Giorgio Ciaccio. Il deputato regionale siciliano è stato sentito giovedì scorso, e davanti ai magistrati ha ricostruito quanto accaduto quella sera dell’aprile 2012 nella sede del meet up di via Sanpolo, quando i grillini avrebbero deciso di ricopiare le firme per rimediare ad un errore riportato su uno dei moduli di raccolta. Ciaccio e la collega Claudia La Rocca sono gli unici esponenti del Movimento ad essersi autosospesi.


Dal Web


  • Palermo

    Blitz “Montagna”, pizzo sui migranti: “Spaventiamo tutti”

    Pubblicato il 22 01 2018

    Un rullo compressore la mafia di Agrigento, "molto più pericolosa e seria", altro che quella palermitana, considerata inaffidabile. Di più, le cosche agrigentine, la loro prontezza e organizzazione "spaventa tutti". Non è solo una questione di prestigio. Si tratta soprattutto di affar..

    Continua a Leggere

  • Palermo

    “Operazione Montagna”, la conferenza stampa alla Dda di Palermo

    di Redazione
    Pubblicato il 22 01 2018

    https://youtu.be/Bv32lBLBQW8..

    Continua a Leggere

  • Palermo

    Operazione Montagna, colonnello Pellegrino: “Blitz sia segnale di fiducia nei confronti delle istituzioni”

    Pubblicato il 22 01 2018

    Quindici capi mafia arrestati. Una cosca decapita. La famiglia mafiosa agrigentina che perde quote di vertici e di gregari. La strada però resta in salita. Perché la mafia agrigentina è una mafia che “risponde a un’ortodossia antica. È il fiore all’occhiello della mafia siciliana”. <..


  • Palermo

    Operazione “Montagna”: a Favara comanda Pasquale Fanara

    Pubblicato il 22 01 2018

    Dall'operazione antimafia "Montagna" dei carabinieri del Comando provinciale di Agrigento che hanno eseguito 56 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei vertici dei mandamenti e delle cosche di Cosa nostra dell'Agrigentino emergono importanti novità sugli assetti mafiosi territoriali e sul..


  • Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 - 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 - Iscrizione R.O.C.: 22361