Funerali di Ilaria, la rabbia del fratello: “Era una bambina e non...

Funerali di Ilaria, la rabbia del fratello: “Era una bambina e non faceva uso di droghe£”

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Ilaria Boemi

Una folla ha dato l’ultimo saluto a Ilaria Boemi, la sedicenne trovata morta in spiaggia a Messina tre giorni fa. In prima fila, nella chiesa valdese di via XXIV Maggio, i genitori e i fratelli.

Prima di partecipare al funerale, ma anche ieri durante un momento di ricordo nella parrocchia di Santa Caterina, familiari, professori e compagni di classe della ragazza l’hanno difesa: “Non era quella che è stata descritta e che appare sulle foto di Facebook, era una ragazza splendida, buona, educata”.

Secondo le sue compagne di classe “i media hanno puntato sull’apparenza estetica, ma caratterialmente Ilaria era tutta un’altra cosa”. Anche suo fratello, Lillo Boemi, la difende: “Mia sorella era una bambina, aveva solo 16 anni e tanta voglia di vivere. Non faceva uso di stupefacenti. Se le analisi diranno il contrario vuol dire che qualcuno le ha messo qualcosa in un cocktail che aveva bevuto poco prima”.

Non a caso giornalisti e operatori tv sono rimasti fuori: non sono graditi e qualcuno li ha insultati. In chiesa una bara bianca ricoperte di rose con accanto un pallone a forma di cuore con la scritta colorata ‘Ilaria ci manchi’. Presenti centinaia di cittadini, tra i quali il sindaco Renato Accorinti.

I compagni di classe hanno anche esposto due cartelli fuori dalla chiesa con foto di Ilaria. Ricordando la loro amica hanno scritto: “E il tuo sorriso cosa era un pezzo di volta celeste pura in mezzo a tutta sta bufera” e “Chissà dove eri, ti ho cercato tra le nuvole, ma tu non c’eri”.

Sul fronte delle indagini dalla Procura fanno sapere che, almeno per adesso, nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati. E’ stata interrogata la notte scorsa dalla polizia di Messina una sedicenne sospettata di avere ceduto a Ilaria della sostanza stupefacente. A fare il suo nome sarebbero stati due amici che erano con Ilaria – la coetanea della vittima e il giovane maggiorenne – prima che morisse sulla spiaggia del Ringo. La ragazza non è indagata.

La squadra mobile ritiene di avere ricostruito il quadro della serata. La cessione dunque sarebbe avvenuta tra amici, e non direttamente dal pusher, che è l’obiettivo delle indagini. Tra i testimoni sentiti anche diversi minorenni.

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