Furti di rame, blitz della polizia: controlli e denunce

Furti di rame, blitz della polizia: controlli e denunce

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furti di rame sono diventati una piaga sociale, specie in considerazione del fatto che tale reato, nella maggior parte dei casi, coinvolge strutture ferroviarie ed apparati di pubblica utilità quali Enel e Telecom.

In considerazione di ciò, il Servizio Centrale di Polizia Ferroviaria ha emanato delle direttive specifiche finalizzate al contrasto del fenomeno.

Per rendere più incisiva l’attività di contrasto, la Sezione Polizia Ferroviaria di Catania ha programmato mirati controlli presso le ditte di compravendita di materiale ferroso, finalizzati a individuare eventuali imprese che indebitamente ricevono il rame trafugato.

I controlli sono stati effettuati in sinergia con la Polizia Provinciale, l’A.S.P. Catania Dipartimento Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro e Ispettorato del Lavoro di Catania.

Dall’inizio dell’anno, sono stati effettuati controlli a numerose ditte dislocate sul territorio della provincia etnea.

Sono stati accertati illeciti amministrativi tanto in relazione alle norme in materia di gestione rifiuti di cui al decreto legislativo 152/2006, quanto in ordine all’impiego di lavoratori in nero e in relazione alla sicurezza e alla tutela della salute nei luoghi di lavoro, per un totale di numero 20 violazioni.

Nel complesso sono stati emessi 2 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, sono state elevate sanzioni amministrative pari a 50.000 euro e sono stati scoperti 4 lavoratori in nero.

Gli ultimi 2 controlli, effettuati in centri di raccolta ubicati nella Zona Industriale e nel quartiere periferico di Zia Lisa, hanno permesso di denunciare in stato di libertà i relativi gestori: C.A. di anni 48, per la violazione di cui all’articolo 256 comma 1 del decreto legislativo 152/2006 , in quanto deteneva e trattava tipologie di rifiuti (accumulatori per auto esausti, motori di auto non bonificati con sversamento di olio e circa 150 kg di rifiuti speciali pericolosi) non previsti nella licenza di esercizio trattazione rifiuti.

M.A. di anni 55 per il reato di ricettazione in quanto all’interno dell’area sono stati rinvenuti motori e parti di auto dei quali non ha saputo giustificare la provenienza; contestata anche la violazione dell’articolo 256 comm 1 del decreto legislativo 152/2006, in quanto l’uomo esercitava l’attività completamente sprovvisto di tutte le necessarie autorizzazioni.

L’intera area e tutto il materiale depositato al suo interno sono stati sequestrati.

Sono in corso ulteriori indagini tendenti a stabilire la provenienza del materiale e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nella illecita attività.

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