Gela, delusione tra lavoratori indotto Eni: la protesta continua

Gela, delusione tra lavoratori indotto Eni: la protesta continua

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C’e’ delusione a Gela, sul fronte di lotta dell’indotto Eni, per le risposte ritenute “insufficienti e insoddisfacenti” giunte da Roma al termine del vertice tra governo centrale, Regione Sicilia e comune. E cosi’ i sindacati hanno deciso di continuare con i blocchi stradali. “La montagna ha partorito il topolino”, ha detto Ignazio Giudice, segretario provinciale della Cgil. A nome anche di Cisl e Uil ha criticato e guardato con sospetto l’assenza del sottosegretario, Simona Vicari (in un primo momento data per presente e poi sostituita da uno dei direttori del Mise).

“Vista l’irrilevante entita’ delle misure annunciate – ha spiegato Giudice – ci chiediamo se le parti hanno minimamente guardato i documenti rivendicativi approvati dal Consiglio comunale di Gela e dalle parti sociali riunite lunedi’ a Palermo. A noi sembra di no e per questo annunciamo la prosecuzione dei presidi alle vie di accesso alla citta’, riservandoci ulteriori azioni di lotta dopo che conosceremo i particolari dell’accordo di stasera”. “Chiediamo – ha concluso Giudice – pari dignita’ rispetto ad altre vertenze industriali: se il governo ha approvato un decreto per l’Ilva di Taranto, ci chiediamo perche’ non sia possibile un decreto per l’Eni di Gela”. Scontenti anche i consiglieri comunali andati a Roma, in seduta straordinaria e permanente, davanti al Mise.

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