Geo-politica e giustizia: la nuova mappa del potere giudiziario in Sicilia

Geo-politica e giustizia: la nuova mappa del potere giudiziario in Sicilia

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Il procuratore Lo Voi
Il procuratore Lo Voi

Il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza con cui il Tar del Lazio, il 25 maggio, ha annullato la nomina di Francesco Lo Voi a capo della procura di Palermo. Contro la designazione avevano fatto ricorso i procuratori di Caltanissetta e Messina Sergio Lari e Guido Lo Forte. La richiesta di sospensiva della decisione del Tar è stata fatta da Lo Voi, che ha impugnato il provvedimento del tribunale amministrativo, e dal Csm. Anche l’organo di autogoverno dei magistrati ha appellato la decisione del Tar. La notizia è di poco fa e rende ancora più attuale il lungo articolo che Grandangolo – il giornale di Agrigento – ha pubblicato questa settimana in prima pagina:

In un recente intervento sul Foglio il professore Fiandaca ha commentato con dovizia di argomentazioni il recente annullamento della nomina del dr. Lo Voi a Procuratore della Repubblica di Palermo.

L’illustre cattedratico, tuttavia, non ha considerato alcuni effetti “collaterali” del giudizio amministrativo, che potrebbero determinare delle reazioni a catena, alcune inimmaginate, su tutti gli uffici giudiziari siciliani.

Prima di addentrarci in questa disamina, però, sono necessarie due premesse.

La prima è che, da qui al 31 dicembre prossimo (salvo sorprese ed interventi legislativi dell’ultimo minuto sempre possibili) andranno in pensione, per limiti d’età, moltissimi magistrati capi di uffici di primaria importanza.

La seconda premessa è che tutte queste nomine dovranno essere deliberate dal Csm, organo di rilevanza costituzionale presieduto dal Presidente della Repubblica, composto per una parte da magistrati eletti dalle “ correnti “ dei giudici e per altra parte dal Parlamento.

Il primo segnale, come sottolineato dal prof. Fiandaca, il Csm lo ha dato proprio in occasione della nomina di Lo Voi.

Questi, infatti, pur essendo molto più giovane e meno titolato degli altri due concorrenti – il Procuratore di Caltanissetta Lari ed il Procuratore di Messina Lo Forte  – è riuscito a prevalere perché, fatto inusitato, su di lui oltre ai voti della sua corrente (Magistratura Indipendente) sono confluiti i voti di tutti i laici (di centrodestra e di centrosinistra ) per le ragioni puntualmente indicate dal professor Fiandaca: si voleva un procuratore giovane, non legato alle recenti vicende palermitane ed in particolare alla gestione ed ai rapporti interni alla Procura,  di seguito alle polemiche relative al processo sulla cosiddetta “trattativa”.

Non è dato sapere quanto questa interpretazione sia fondata o meno, e adesso nemmeno interessa. Ciò che interessano sono le ricadute di questa nomina sugli assetti degli altri uffici giudiziari siciliani, ricadute che – per i prossimi anni – saranno fondamentali per la gestione di un settore, quello della Giustizia, essenziale in una terra sempre più travagliata e sconquassata da problemi la cui risoluzione, troppo spesso, avviene solo ed esclusivamente per via giudiziaria.

Ma vediamo nel dettaglio.

A Palermo i vertici degli uffici sono stati coperti recentissimamente. Gioacchino Natoli è il neo Presidente della Corte d’Appello. Roberto Scarpinato è il Procuratore Generale, Ignazio De Francisci è l’Avvocato Generale (ossia il vice di Scarpinato ). Salvatore Di Vitale è il neo Presidente del Tribunale. Franco Lo Voi, malgrado la decisione del Tar, resterà Procuratore della Repubblica.

Vediamo perché. E le conseguenze sugli altri uffici siciliani.

Le correnti della Magistratura non permetteranno più ai “laici” di decidere come è stato per Palermo.

Per far ciò sarà necessario compattarsi, a prescindere dagli orientamenti “culturali “  (Area, cartello elettorale tra Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia – Articolo 3 è la corrente di maggioranza con sette rappresentanti al Csm ed è tradizionalmente di “sinistra”; segue Unicost, centro, sei rappresentanti senza l’apporto storico di consiglieri catanesi posto che alle ultime elezioni il candidato D’Alessandro non è stato eletto per una manciata di voti; Magistratura Indipendente, Destra, tre rappresentanti ed infine Autonomia ed indipendenza, un rappresentante, dissidenti da MI perché ne contestano la etero-direzione da parte del sottosegretario Cosimo Ferri), spartendosi le nomine.

Ed allora sono già evidenti i segnali di questo accordo, che vede spesso il diavolo e l’acquasanta (Area ed MI) votare in sintonia a scapito degli altri gruppi.

Ecco i risultati.

Lari è stato designato, con proposta dell’apposita commissione incarichi direttivi, quale Procuratore Generale di Caltanissetta. Ciò determinerà la sua rinunzia al ricorso contro Lo Voi ed al posto di Procuratore di Palermo.

Lo Forte doveva andare a ricoprire l’incarico di Procuratore Generale a Milano, ma per questo ufficio è stato designato Roberto Alfonso (attuale Procuratore di Bologna ) in modo da rendere libera la nomina di Giovanni Salvi a Procuratore Generale di Roma. Salvi è di Area, Alfonso di MI e Lo Forte di Unicost.

La bocciatura di Lo Forte per Milano non significa che, anche per disinnescare la questione palermitana, egli non verrà accontentato. Tutt’altro.

Lo Forte potrebbe benissimo prendere il posto di Lari a Caltanissetta, o addirittura quello di Salvi a Catania.

A Catania è stato designato Salvatore Scalia quale Procuratore Generale al posto di Giovanni Tinebra.

Scalia era il vice di Tinebra e dunque ha liberato il posto di Avvocato Generale.

A dicembre andranno in pensione il Procuratore Generale di Messina, Giovanni D’Angelo, il Presidente della Corte d’Appello di Catania Alfio Scuto, il Presidente del Tribunale di Catania Bruno Di Marco, il Presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta Salvatore Cardinale,  questo limitandoci ai posti cosiddetti apicali e non considerando anche i posti già vuoti di Presidente dei Tribunali di Marsala ed Agrigento.

Le manovre sono in corso.

Si possono fare delle ipotesi non lontane dalla realtà.

Per il posto di Procuratore della Repubblica di Catania,  per quello di Caltanissetta, per il posto di Procuratore Generale a Messina e per il posto di Avvocato Generale a Catania la partita sarà tra Lo Forte, Alfredo Morvillo, Carmelo Petralia, Amedeo Bertone e Carmelo Zuccaro.

Per il posto di Presidente della Corte d’Appello di Catania e Caltanissetta e per il posto di Presidente del Tribunale di Catania è più complicato fare pronostici, ma i nomi più accreditati sono quelli di Pietro Falcone, Francesco Maria Caruso, Gianni Dipietro, Matteo Frasca.

Se i gruppi troveranno gli accordi le caselle saranno riempite, con buona pace di tutti.

Non occorrerà aspettare molto.

 

 

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