Grasso ad Agrigento: “Nessuno parla della questione meridionale”

Diego Romeo

Agrigento

Grasso ad Agrigento: “Nessuno parla della questione meridionale”

di Diego Romeo
Pubblicato il Feb 11, 2018
Grasso ad Agrigento: “Nessuno parla della questione meridionale”

Chiede scusa ai licatesi venuti ad omaggiarlo, per non essersi fermato nel suo paese natale per la tirannia degli orari e confessa di avere avuto “un tuffo al cuore” nell’attraversarlo proveniente da Gela  per essere presente in orario al Dioscuri Bay Palace di Agrigento.

Pietro Grasso di “Liberi e uguali” è planato  scortatissimo, stasera su Agrigento presentato dall’on. Angelo Capodicasa, ormai battitore libero in una Sicilia dove la dicitura “sinistra” è prerogativa di addetti ai lavori  che saranno duramente messi alla prova in questa dissennata campagna elettorale.

Capodicasa presenta i gladiatori di quella Sicilia che attraversa le terre dei mammasantissima, da Castelvetrano e Mazara del Vallo fino a Caltanissetta e Gela: Asaro, Zammuto, Mariella Maggio, Bianca Guzzetta, Lo Leggio e Teresa Monteleone che hanno modo di esternare per alcuni minuti intenzioni e motivazioni programmatiche. Brevi arringhe per non togliere spazio al leader Pietro Grasso atteso a Palermo in una conferenza stampa.

Il salone dei Dioscuri ci aveva abituato ad ascoltare le parole di una sinistra che l’Associazione Demos in tutti questi anni ci aveva ricordato attraverso i vari Bersani, Civati, Fassina, Cuperlo e perfino quel Provenzano dello Svimez che aveva osato rivolgersi a Renzi con un “Dici di avere il Sud ma per farne che”?

Forse per questo interrogativo Matteo Renzi l’ha messo fuori dalle liste. E ancora parole di una sinistra, sembrerebbe robusta, si sono ascoltate questa sera  dai candidati e dallo stesso Pietro Grasso costretto a scendere nella concretezza delle proposizioni.

Si ha un bel dire, ricorda Grasso, che le cose non sono state risolte. E il suo ricordo va a  quando era Procuratore della Repubblica e che dopo il governatorato di  Angelo Capodicasa già si parlava  del problema dell’acqua.

“Un problema gravissimo e l’allora presidente della Regione Cuffaro si presentò alla commissione del Senato a dire che purtroppo le dighe non potevano contenere tutta l’acqua per cui erano state costruite perché mancavano i collaudi tecnici. Il 70% delle dighe in Sicilia non sono state collaudate, è pazzesco tutto questo e adesso c’è una capacità dimezzata di acqua.  Quando ero a Barrafranca all’inizio della mia carriera l’acqua veniva erogata una volta a settimana per un’ora al giorno. Adesso mi dicono che a Barrafranca è ancora così. A Naro l’acqua arriva ogni 20 giorni ma allora che ci stanno a fare le dighe san Giovanni e Furore? Ci sarà qualche problema no? La Regione è autorizzata a riempire le dighe soltanto per metà”.

Una diga è stata fatta e poi  son finiti i finanziamenti  e di conseguenza  non ci sono gli impianti di distribuzione dell’acqua.

“Le incompiute non sono soltanto del recente passato ma risalgono nel tempo ai governi di centrodestra, Cuffaro, Lombardo per finire all’ultimo Crocetta. Non è un problema che nasce soltanto adesso sono problemi antichi. Si sono creati 26 Ato con posti, macchine blu, segreterie  e ora sono tutti in liquidazione. Si sono progettate cose in Sicilia che adesso sono superate da direttive più moderne e quindi le discariche devono essere abolite, gli inceneritori non se ne parla nemmeno e quindi bisogna andare a qualcosa di diverso. Ora si dichiara l’emergenza ma per fare cosa? Continuare con un’altra discarica? e chi beneficia dell’emergenza? Il comitato di affari che in deroga a leggi nazionali, regionali e alle direttive europee avranno la possibilità di continuare a rendere questo territorio sempre meno abitabile”.

Queste sono alcune delle particolarità  che sono state ricordate anche dai  candidati che avevano  già detto dell’istruzione del lavoro, dell’ambiente della sanità, della cultura, del turismo che come ha detto Bianca Guzzetta dovrebbero essere il fiore all’occhiello.

Pietro Grasso incalza ancora l’uditorio con una serie di  mancanze che vanno dai “contributi per la zootecnia bloccati, abbiamo quaranta milioni dell’Unione europea pure bloccati, allora chiediamoci qual è il problema di questa terra? E’ una questione, morale, una questione etica? E’ una questione di uomini, di qualcuno che debba pensare agli altri piuttosto che a se stesso? Noi abbiamo messo qualcosa di più della parola sinistra, abbiamo messo “liberi e uguali” con riferimento ai cittadini che devono essere liberi da paure, liberi dalla schiavitù di un lavoro malpagato, di un lavoro che spesso non si ha. E poi uguali, lo dice la nostra Costituzione e quindi partiamo dalla nostra legge fondamentale per stare in comunità.

“In un articolo della nostra costituzione c’è scritto che la Repubblica deve rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono  il dispiegamento della dignità della persona umana. Allora questo nostro programma, sottolinea Grasso, significa tutto quello che vi è stato illustrato per  poi puntare a un Sud, a un Mezzogiorno. Avete notato che in questa campagna elettorale non si parla del mezzogiorno? E’ come fosse un problema a perdere e lo si nomina solo quando si deve chiedere il consenso dei partiti che in passato lo hanno calpestato, trascurato”. Quindi il problema è quello di fare un grande cambiamento, esorta il leader di “Liberi e uguali” e noi dobbiamo procedere insieme per cambiare veramente questo paese. Gli investimenti pubblici sono andati verso il nord e questo già dal 1992 e cambiare significa che almeno il 45% degli investimenti siano destinati al mezzogiorno e questo significa cambiare completamente la politica del paese”.

E del ponte sullo Stretto che ce ne facciamo?  Pietro Grasso lo definisce  “Un ponte fra due deserti, Calabria e Sicilia, noi abbiamo bisogno di infrastrutture che siano utili per quelle che sono le nostre potenzialità. Abbiamo detto turismo e quindi ci vogliono le strade e qualche aeroporto in più. Addirittura sta chiudendo Birgi e sapete quando tempo si impiega per andare da Trapani a Siracusa? Ben dodici ore.  Non ci sono ferrovie ammodernate, doppio binario forse perché si devono avvantaggiare i trasporti  pubblici su gomma.

E la strada Agrigento-Palermo da sempre incompiuta? E la Ragusa-Catania? Ci sono molteplici di questi esempi che ci danno l’esatta misura di quanta trascuratezza c’è. Allora c’è anche bisogno di un controllo da parte di uno Stato. Ci vuole anche una regia di come investire i fondi europei e non distribuzione per accontentare i potentati locali non aiuta lo sviluppo di questa terra. Oggi bisogna fare investimenti che abbiano una capacità di moltiplicatori di posti di lavoro.  Il proverbio siciliano “cu nesci arrinesci” purtroppo dobbiamo cancellarlo perché è drammatica l’occupazione e l’emigrazione dei giovani.

E poi la Sanità di cui hanno sbagliato le politiche sui medici. Grasso ricorda che tra poco nei prossimi 5 anni ci sarà bisogno di 40mila tra medici e operatori sanitari. I medici di famiglia si stanno esaurendo, non ci sono specialisti, non ci sono pediatri, si taglia tutto nella  sanità che è un diritto assoluto e universale. Il nostro slogan è “la sanità non si paga” e sotto questo profilo  andiamo verso una sanità pubblica. E non all’americana con l’assicurazione. Ma quanti si possono permettere una sanità con l’assicurazione? Noi abbiamo un programma con tutte queste potenzialità. Noi ci crediamo e ci batteremo per tutti coloro che hanno visto peggiorare la loro situazione, ci batteremo per coloro i quali non viene riconosciuta la dignità del lavoro, ci batteremo per fare avere lavoro a chi non ce l’ha, ci batteremo per la parità delle donne, ci batteremo per tutti coloro che hanno diritto alla salute e alle cure, per i disabili per i quali abbiamo già preparato una nuova legge per il primo giorno in cui ci presenteremo in parlamento. Ci batteremo, ma abbiamo bisogno di voi, di ciascuno di voi per cambiare questo paese. Auguro a tutti una buona campagna elettorale. Io ci sono e spero ci siate anche voi, Liberi e uguali.

Video intervista di Irene Milisenda

 


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