Agrigento

Guardia di finanza Agrigento: ottimi risultati conseguiti nel 2016

Nell’anno 2016 l’attività operativa della Guardia di Finanza, in aderenza agli indirizzi ricevuti dall’Autorità di Governo e definiti dal Comando Generale del Corpo con l’individuazione di specifici Piani Operativi, si è sviluppata seguendo tre direttrici strategiche proprie della missione istituzionale del Corpo, finalizzata garantire la sicurezza economico-finanziaria, le quali sono le seguenti:
• il contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali;
• il contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica ed all’illegalità nella pubblica amministrazione;
• il contrasto cd. “economico” alla criminalità organizzata e finanziaria in genere;
nonché assicurando il concorso, con le altre forze di polizia, nella vigilanza sulla sicurezza e l’ordine pubblico della provincia.
Tali direttrici sono supportate dall’impiego di strumenti tecnologici di monitoraggio ed analisi di rischio sempre più evoluti, i quali consentono al Corpo di individuare e qualificare fenomeni illegali che risultano manifestarsi in misura più grave, dannosa e diffusa anche in ambito locale, e così coglierne le implicazioni più nefaste al libero e regolare esplicarsi della concorrenza nell’offerta sul mercato di beni e servizi.
E’ stato attraverso tale ausilio che nel 2016 sono stati eseguiti complessivamente circa 2.200 interventi, numero che comprende sia le attività di iniziativa che quelle su delega della Magistratura distrettuale, ordinaria e contabile.
Quanto al 1° obiettivo strategico (Tutela delle Entrate – contrasto all’evasione, all’elusione ed alle frodi fiscali) l’azione delle Fiamme Gialle agrigentine a tutela delle entrate, portata avanti nel rinnovato e progressivo rapporto di compliance tra Amministrazione Finanziaria e contribuenti, ha consentito di accertare evasioni fiscali come segue:
• MAGGIORE BASE IMPONIBILE segnalata per la ripresa a tassazione, pari a circa 42 mln di €;
• MAGGIORE IVA DOVUTA CONSTATA, pari a circa 6 mln di €.
Per quel che riguarda la lotta all’evasione fiscale, spiccano, da un lato, l’individuazione di 57 tra evasori totali e para-totali, di cui 52 soggetti totalmente sconosciuti al fisco (evasori totali) e, dall’altro, la segnalazione alle Procure della Repubblica competenti di 61 responsabili di reati fiscali.
In molti di questi casi a tutela del credito erariale è stata avviata la procedura di sequestro, anche “per equivalente”: in altre parole, è stato proposto all’Autorità Giudiziaria il sequestro preventivo di una parte di patrimonio equivalente all’imposta evasa a carico di n. 21 evasori più pericolosi, per un valore complessivo per circa 2 milioni di €.
Si è inoltre constatato come spesso i soggetti della cosiddetta “economia sommersa”, oltre ad evadere sistematicamente il fisco, ricorressero a manodopera irregolare, se non completamente in nero: da gennaio a dicembre 2016, sono stati infatti 50 i lavoratori in nero o irregolari che la Guardia di Finanza ha individuato, nell’intera provincia, con 29 datori di lavoro verbalizzati.
In tale ambito l’azione della Guardia di Finanza si è ispirata non solo al recupero dell’evasione fiscale ed alla repressione di traffici illeciti, ma anche al contrasto degli illeciti tributari e societari più gravi che comportano la violazione sistematica delle regole economiche di base, quali l’occultamento e la distruzione delle scritture contabili o l’emissione e l’utilizzo abituale di fatture per operazioni inesistenti.
In particolare la Compagnia di Agrigento ha provveduto a disarticolare, nell’ambito dell’operazione “Criminal Drinks”, un sofisticato sistema criminoso di evasione delle accise, avvalendosi tuttora degli strumenti di cooperazione internazionale nello specifico settore dell’imposizione indiretta al fine di proporre, ottenere e confermare i corrispondenti provvedimenti cautelari di natura personale e reale.
Quanto al 2° obiettivo strategico (Contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica e danni erariali, nonché indagini a contrasto alla corruzione e degli altri reati contro la P.A.), i numeri conseguiti dalle Fiamme Gialle nella provincia di Agrigento si riferiscono ai contributi che lo Stato e l’Unione Europea erogano a sostegno delle imprese, i quali rappresentano un flusso finanziario di importanza cruciale per l’ambito socio-economico di riferimento.
In particolare, nel corso del 2016 sono state scoperte:
– frodi comunitarie per oltre 1 mln € di contributi illecitamente percepiti (su un totale di contributi ed agevolazioni controllati pari a 1,8 mln di €);
– frodi nazionali per circa 4,5 mln di € di contributi illecitamente percepiti (su un totale di quasi 6,5 mln di € controllati), delle quali la maggior parte sono consistite in truffe all’INPS, quali indebite percezioni di pensioni sociali e false indennità agricole). Nell’ambito della individuazione di schemi fraudolenti riproposti anche ciclicamente dagli stessi soggetti economici, il ruolo della Tenenza di Canicattì è stato ed è tuttora determinante in ambito provinciale.
Sul piano della tutela erariale, le 5 indagini condotte su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti, nonché le 9 condotte di iniziativa, hanno portato alla quantificazione di un danno complessivo di circa 5 mln di euro, riconducibile a 80 responsabili. Con riferimento alle amministrazioni danneggiate, esse hanno riguardato la Regione Siciliana, i Comuni di Agrigento e Lampedusa, nonché, da ultimo, l’I.N.P.S.. Tra i sistemi di frode più diffusi in tema di danni erariali, emergono gli illeciti nella gestione del personale (illegittimi conferimenti di mansioni dirigenziali superiori), gli illeciti nella gestione delle entrate correnti, nonché la gestione di mutui passivi da parte di un Ente locale.
Tutte queste attività sono state orientate sia alla repressione dei più gravi episodi di frode e cattiva gestione delle uscite dai bilanci nazionali e comunitari, quanto al contrasto di più diffusi fenomeni illeciti che attengono all’accesso a forme di agevolazione previdenziali ed assistenziali indirizzate a sostegno delle “fasce più deboli” (è il caso, ad esempio, dei controlli svolti sulle Prestazioni Sociali Agevolate (P.S.A.), ovvero le forme più “spicciole” di integrazione del reddito familiare, spesso a carico dei Comuni). Su 41 interventi, 15 sono risultati irregolari.
In tale comparto non può non essere citata l’operazione “Overland” condotta dalla Compagnia di Sciacca, nel cui ambito sono stati denunciati n.36 soggetti iscritti che hanno indebitamente beneficiato dell’assegno sociale (nazionale), pur essendo di fatto residenti all’estero, per una somma complessiva di circa 2,2 mln di €.
Nel campo del controllo della spesa sanitaria si sono registrate diverse frodi connesse ai ticket sanitari, per le quali sono stati eseguiti 19 interventi, tutti irregolari, per un controvalore di circa 10 mila euro di esenzioni indebitamente beneficiate.
Sul piano delle attività a contrasto della corruzione sono state effettuate plurime indagini delegate o di iniziativa afferenti l’indebita partecipazione a gare di appalto, l’indebita percezione di indebiti rimborsi pattuiti con Enti Pubblici, abusi d’ufficio e turbative d’asta nell’ambito di aggiudicazioni di commesse pubbliche. Nell’ambito dei reati contro la Pubblica Amministrazione sono stati effettuati n.21 interventi, riscontrando n.28 violazioni e denunciando all’Autorità Giudiziaria n.67 persone.
Quanto al 3° obiettivo strategico (contrasto alla criminalità economico-finanziaria), nel comparto della lotta nei confronti della criminalità organizzata di stampo mafioso, sono stati conclusi n. 19 accertamenti patrimoniali nei confronti di soggetti malavitosi anche solo indiziati di appartenere a cosa nostra; tale attività si fonda sull’individuazione di sperequazione tra i beni posseduti ed i redditi percepiti sulla base della quale è stata sistematicamente proposta all’Autorità Giudiziaria l’aggressione dei patrimoni ritenuti di provenienza illecita.
In particolare nel corso del 2016 sono stati:
 effettuati n. 8 sequestri di beni mobili, immobili, valute e titoli, per un valore complessivo pari a oltre 2,5 mln €, ai sensi della vigente normativa antimafia;
 eseguite n. 2 confische, di beni mobili, immobili e valute per un valore totale di oltre 19,5 mln di € (di cui 8,4 mln beni immobili), conseguenti ad accertamenti patrimoniali e relativi sequestri di beni nei confronti di famiglie mafiose residenti in provincia;
 avanzate all’Autorità Giudiziaria n. 19 proposte di sequestro (di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie) per un valore complessivo di circa 28,6 mln di €.
A titolo esemplificativo si ricordano le misure cautelari eseguite dal Nucleo di Polizia Tributaria di Agrigento nei confronti di Sutera Leo, Stracuzzi Angelo e Calogero Di Caro.
Inoltre, in via preventiva, e su richiesta della Prefettura, sono stati svolti circa 600 controlli in materia di certificazione antimafia necessaria a tutte le aziende che vogliano partecipare a gare pubbliche di appalto.
Nel comparto del Mercato dei capitali sono stati effettuati complessivamente n. 71 interventi, accertando 51 violazioni e denunciate n. 54 persone in materia di reati societari, fallimentari, reati bancari e finanziari, anche prendendo le mosse dalle segnalazioni di operazioni sospette pervenute nel tempo ai Reparti.
Nella stessa area operativa si ascrivono gli arresti per estorsione eseguiti nell’ambito dell’operazione “Money Back” dalla Tenenza di Licata per il reato di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione e all’appropriazione indebita, in danno di alcuni dipendenti di due cooperative sociali. A carico dei responsabili è stato proposto il sequestro dei beni pari a oltre 900 ml €.
Da ultimo, nel comparto della Sicurezza prodotti, della contraffazione e dell’abusivismo commerciale, sono stati complessivamente:
• denunciate 47 persone;
• sequestrati oltre 7.600 prodotti contraffatti;
• sequestrati circa 9.000 prodotti pericolosi per la salute in quanto non rispondenti alla normativa CE, nonché 3.000 Kg di prodotti agro-alimentari per falsa dichiarazione di origine.

Quanto all’obiettivo strutturale (concorso alla sicurezza interna ed esterna del Paese),
Nel concorso dei servizi volti al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, sono state impiegate circa 3.500 pattuglie, per i servizi connessi:
• al controllo del territorio;
• alla tutela dell’ordine pubblico in occasione di eventi, immigrazione, manifestazioni;
• alle attività di pronto intervento con pattuglie 117;
• alle tutele a favore di personalità a rischio.
Nel comparto della lotta alla criminalità comune, sono stati denunziati 315 soggetti per violazioni al codice penale concernenti la truffa, l’usura, lo spaccio di sostanze stupefacenti ed altre leggi di Pubblica Sicurezza.
Nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti sono stati sequestrati complessivamente oltre 2000 grammi di droghe, tra pesanti e leggere, e tratti in arresto n.5 spacciatori.
Anche la lotta all’immigrazione clandestina sulla terraferma ed in mare, benché il controllo del canale di Sicilia è gestito prioritariamente dalle unità Navali della Marina Militare nell’ambito dell’ “Operazione Triton”, ha continuato ad interessare l’attività del Corpo in Lampedusa e nelle coste agrigentine, sia in mare che a terra, registrando complessivamente n. 10 interventi, di cui 6 navali, con l’individuazione di n. 601 immigrati.

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