Ha diffamato l’on. Di Benedetto: altro processo penale per il “candidato” Arnone
E’ di oggi la notizia, diffusa con un comunicato stampa, della candidatura alle prossime regionali di Giuseppe Arnone, trombato in tutte le consultazioni elettorali degli ultimi venti anni ad oggi. Mancava la candidatura alle regionali, infatti, perché le altre, europee, nazionali, provinciali e aspirante sindaco sono state tutte già provate con gli esiti che sappiamo: bocciatissimo.
Ed annuncia la sua candidatura continuando ad insultare, nel comunicato stampa, il deputato regionale Giacomo Di Benedetto, che a questo punto diverrebbe suo rivale e mettendo in croce… quel Crocetta, neo candidato alla presidenza, che si dichiara fedele esecutore delle direttive del Pd (Pd che ha preso a calci nel sedere proprio Arnone ritirandogli la tessera). Di Benedetto, dal canto suo, è stato zitto ed ha agito. Ha presentato giudiziosa querela ed ha portato a processo Giuseppe Arnone per avere diffamato proprio Giacomimo, attuale sindaco di Raffadali e candidato alle prossime regionali (realmente con il Pd).
Il Pubblico ministero Andrea Bianchi (che non è il procuratore Di Natale, nemmeno l’aggiunto Fonzo e neanche il sostituto Maggioni anche loro insultati in un pubblico manifesto) lo ha mandato direttamente a giudizio, senza passare dal Gup, e la prima udienza del processo si terrà il 14 dicembre 2012.
La vicenda è di quelle note. Anzi notissime. Perché qualche sito web e, soprattutto, Teleacras, la tv del tre volte arrestato Giovanni Miccichè e posta sotto osservazione dalla Prefettura con una informativa antimafia tipica (ossia pericolo di condizionamento mafioso di cui Arnone, aspirante candidato antimafia, non si cura) hanno ripetutamente evidenziato senza alcun controllo critico e senza alcuna verifica. Leggete il capo di imputazione e capirete (e capirete anche quale sarà e contro chi l’iniziativa per il risarcimento del danno): “Perché, nel corso di un’intervista andata in onda, presso l’emittente televisiva Teleacras, in data 0.7.09.2011, durante la quale rilasciava, in particolare, le seguenti dichiarazioni ”…poi vi è la scienza indecente di queste settimane quando in assemblea si è fatta la spartizione della tabella H, cioè i contributi che vengono dati praticamente alle associazioni e a pseudo centro culturali di riferimento dei parlamentari delle correnti politiche. E allora ho ritenuto di scrivere al Commissario dello Stato per appoggiare la sua azione; per fare chiarezza su questi contributi e gli indico la più indecente di queste vicende avvenute lo scorso anno e bloccata appunto dal Commissario, che riguarda il parlamentare agrigentino Giacomo Di Benedetto e i fondi stanziati, cinquantamila euro per lo pseudo centro studi, Centro Donna, di cui la presidente è direttamente sua moglie. Sono fatti di gravissima indecenza che devono essere bloccati per gli sperperi che comportano in questo momento di crisi economica enorme per la Regione siciliana e per tutti i Siciliani. Li distribuiamo con queste logiche e centinaia di milioni di euro, una quantità enorme, a questi Centri Studi fantasma per via di una azione di opposizione assolutamente carente. Io non mi stanco di ricordare, perché quello che sto per dire è sufficiente per buttare fuori dalla politica un uomo come Di Benedetto. La scandalosa vicenda del quadro acquistato dal presidente della Provincia, portato dal cognato di Di Benedetto, quando Di Benedetto era capo dell’opposizione della Provincia regionale. Viene il quadro dalla Campania assieme al cognato pittore campano e il presidente della Provincia, per ingraziarsi Di Benedetto compra quella crosta del cognato. Sono fatti indecenti che vanno contro l’interesse dei siciliani e mi indigno e si indigna la gente quando vede il centro storico crollare e la spartizione dei soldi per associazioni fantasma…”, offendeva la reputazione di Giacomo Di Benedetto. Fatto aggravato dall’attribuzione di fatti determinati e con mezzo di pubblicità. In Agrigento il 7.05.2011”.
Il Pm, un mese fa, contrariamente ad Arnone, non si è indignato ed anzi, ha ritenuto di mandare direttamente a processo Arnone, sul cui groppone gravano una cinquantina di procedimenti, alcuni dei quali davvero gravi come tentata estorsione ai danni di una cliente, Maria Grazia Di Marco (alla quale, secondo il suo racconto avrebbe rifilato anche qualche testata) ed un altro in danno del collega avvocato Salvatore Pennica; nonché calunnia ai danni dell’ex procuratore di Agrigento, Ignazio De Francisci, l’ex aggiunto Claudio Corselli e l’ex sostituto Laura Cameli nonché, in altro procedimento, calunnia ai danni dell’ex giudice Tribunale di Agrigento, Sara Marino.
Con questo palmarès, con una sospensione per due mesi dall’albo degli avvocati, una censura ed un avvertimento, mezza dozzine di condanne per diffamazione (due già passate in giudicato) ed una miriade di citazioni per danni (alcune già pervenute a condanna), Arnone lancia la sua candidatura senza fare i conti con… l’oste. E a Crocetta, visti i risultati ottenuti dai candidati passati che hanno avuto l’appoggio (?) di Arnone, consigliamo di fare gli scongiuri. Nel modo che ritiene più efficace.








Scusate, è certo che il PD lo metterà in lista? non sembrerebbe. Arnone è certo che Crocetta, che è un politico navigato, lo vorrà accanto a lui? Arnone è certo che Crocetta rischi, visti i procedimenti giudiziari in corso, una probabile elezione e la faccia? Arnone è certo che Crocetta non appena saputa la ferale notizia ed il probabile futuro danno che potrà arrecargli non lo smentirà pubblicamente???? ma dai……… siamo seri chi volete che metta in lista questo tizio con un palmres del genere? Ma vi immaginate le ca….te che sarebbe capace di fare? Si attende risposta di Crocetta, o meglio, smentita di Crocetta e disconoscimento del prode Pepé e conseguente mandata a fare in c……… di evidenza galattica. Pé miaoooooooooooooo micio micio mi sa che farai nuovamente la fine di willy coyote. Miaoooooooooooo
Ecco il sogno di una notte di mezza estate del “nostro” Pepè. Questa è un’altra delle sue trovate perchè si parli ancora di lui e non passi del tutto nel dimenticatoio. Infatti, anche se da poco tempo sono terminate le elezioni comunali, la gente a mala pena riesce a ricordarlo, anzi, per la verità non vede l’ora di dimenticarlo. Ma poi che bisogno ha Pepè di ricorrere a questi mezzucci? Si tornerà a parlare di lui per tutti i processi che pendono sul suo capo e sulle probabili condanne che gli piomberanno addosso. Ormai di lui potranno rivivere solo le sue barzellette, e quest’ultima mancava ancora nel suo repertorio.
ma insomma, tutti dite che è avvocato, e dimenticate che è anche docente di diritto in una scuola secondaria della prov. di agrigento. quando si reca a scuola? e se è esonerato a che titolo lo è? e se è in servizio presenta ogni anno la richiesta al dirigente per poter esercitare la libera professione?
Gentile Direttore,
Il nostro pala-diffamatore al suo tempo Pepè Arnone,è rimasto da solo come un povero bassotto circondato dai leoni. Pepè miaoooooooo