Pubblicato il: gio, ago 9th, 2012

Ha diffamato l’on. Di Benedetto: altro processo penale per il “candidato” Arnone

E’ di oggi la notizia, diffusa con  un comunicato stampa, della candidatura alle prossime regionali di Giuseppe Arnone, trombato in tutte le consultazioni elettorali degli ultimi venti anni ad oggi. Mancava la candidatura alle regionali, infatti, perché le altre, europee, nazionali, provinciali e aspirante sindaco sono state tutte già provate con gli esiti che sappiamo: bocciatissimo.

Ed annuncia la sua candidatura continuando ad insultare, nel comunicato stampa, il deputato regionale Giacomo Di Benedetto, che a questo punto diverrebbe suo rivale e mettendo in croce…  quel Crocetta, neo candidato alla presidenza, che si dichiara fedele esecutore delle direttive del Pd (Pd che ha preso a calci nel sedere proprio Arnone ritirandogli la tessera). Di Benedetto, dal canto suo, è stato zitto ed ha agito. Ha presentato giudiziosa querela ed ha portato a processo Giuseppe Arnone per avere diffamato proprio Giacomimo, attuale sindaco di Raffadali e candidato alle prossime regionali (realmente con il Pd).

Il Pubblico ministero Andrea Bianchi (che non è il procuratore Di Natale, nemmeno l’aggiunto Fonzo e neanche il sostituto Maggioni anche loro insultati in un pubblico manifesto) lo ha mandato direttamente a giudizio, senza passare dal Gup, e la prima udienza del processo si terrà il 14 dicembre 2012.

La vicenda è di quelle note. Anzi notissime. Perché qualche sito web e, soprattutto, Teleacras, la tv del tre volte arrestato Giovanni Miccichè e posta sotto osservazione dalla Prefettura con una informativa antimafia tipica (ossia pericolo di condizionamento mafioso di cui Arnone, aspirante candidato antimafia, non si cura) hanno ripetutamente evidenziato senza alcun controllo critico e senza alcuna verifica. Leggete il capo di imputazione e capirete (e capirete anche quale sarà e contro chi l’iniziativa per il risarcimento del danno):  “Perché, nel corso  di un’intervista andata in  onda, presso l’emittente televisiva Teleacras, in  data 0.7.09.2011,  durante  la    quale   rilasciava,   in    particolare,   le    seguenti dichiarazioni  ”…poi vi è  la scienza  indecente  di queste  settimane  quando  in assemblea  si  è fatta  la  spartizione  della  tabella  H,  cioè   i  contributi  che vengono  dati  praticamente  alle associazioni  e  a  pseudo  centro  culturali  di riferimento  dei  parlamentari  delle  correnti politiche. E allora ho  ritenuto  di scrivere al Commissario dello Stato per appoggiare la sua azione; per fare chiarezza  su questi  contributi e gli indico la più indecente  di queste  vicende avvenute lo scorso anno e bloccata  appunto  dal Commissario,  che riguarda il parlamentare agrigentino Giacomo Di Benedetto e i  fondi stanziati, cinquantamila   euro  per  lo pseudo   centro  studi,  Centro  Donna,  di  cui  la presidente  è direttamente sua  moglie. Sono fatti di gravissima  indecenza che devono  essere bloccati per gli sperperi che comportano in questo momento  di crisi   economica  enorme   per  la  Regione  siciliana  e  per tutti  i  Siciliani.  Li distribuiamo  con queste  logiche e centinaia  di  milioni di euro,  una  quantità enorme,  a questi  Centri Studi  fantasma  per via di una  azione  di opposizione assolutamente carente. Io non mi stanco di ricordare, perché quello che sto per dire è sufficiente  per buttare  fuori dalla  politica un uomo come Di Benedetto. La scandalosa vicenda del quadro acquistato dal presidente della Provincia, portato dal cognato di Di Benedetto, quando Di  Benedetto era capo dell’opposizione  della Provincia regionale. Viene il quadro  dalla Campania assieme al cognato pittore campano e  il presidente  della   Provincia, per ingraziarsi Di Benedetto compra quella crosta del cognato. Sono fatti indecenti che vanno contro l’interesse  dei siciliani e mi indigno e si indigna la gente quando vede il centro storico  crollare e la spartizione dei soldi per associazioni fantasma…”, offendeva la reputazione di  Giacomo Di  Benedetto. Fatto aggravato dall’attribuzione di fatti  determinati e con  mezzo di  pubblicità. In Agrigento il 7.05.2011”.

Il Pm, un mese fa, contrariamente ad Arnone, non si è indignato ed anzi, ha ritenuto di mandare direttamente a processo Arnone, sul cui groppone gravano una cinquantina di procedimenti, alcuni dei quali davvero gravi come tentata estorsione ai danni di una cliente, Maria Grazia Di Marco (alla quale, secondo il suo racconto avrebbe rifilato anche qualche testata) ed un altro in danno del collega avvocato Salvatore Pennica; nonché calunnia ai danni dell’ex procuratore di Agrigento, Ignazio De Francisci, l’ex aggiunto Claudio Corselli e l’ex sostituto Laura Cameli nonché, in altro procedimento, calunnia ai danni dell’ex giudice Tribunale di Agrigento, Sara Marino.

Con questo palmarès, con una sospensione per due mesi dall’albo degli avvocati, una censura ed un avvertimento, mezza dozzine di condanne per diffamazione (due già passate in giudicato) ed una miriade di citazioni per danni (alcune già pervenute a condanna), Arnone lancia la sua candidatura senza fare i conti con… l’oste. E a Crocetta, visti i risultati ottenuti dai candidati passati che hanno avuto l’appoggio (?) di Arnone, consigliamo di fare gli scongiuri. Nel modo che ritiene più efficace.

4 comments on “Ha diffamato l’on. Di Benedetto: altro processo penale per il “candidato” Arnone

  1. Peppe on said:

    Scusate, è certo che il PD lo metterà in lista? non sembrerebbe. Arnone è certo che Crocetta, che è un politico navigato, lo vorrà accanto a lui? Arnone è certo che Crocetta rischi, visti i procedimenti giudiziari in corso, una probabile elezione e la faccia? Arnone è certo che Crocetta non appena saputa la ferale notizia ed il probabile futuro danno che potrà arrecargli non lo smentirà pubblicamente???? ma dai……… siamo seri chi volete che metta in lista questo tizio con un palmres del genere? Ma vi immaginate le ca….te che sarebbe capace di fare? Si attende risposta di Crocetta, o meglio, smentita di Crocetta e disconoscimento del prode Pepé e conseguente mandata a fare in c……… di evidenza galattica. Pé miaoooooooooooooo micio micio mi sa che farai nuovamente la fine di willy coyote. Miaoooooooooooo

  2. riccardo on said:

    Ecco il sogno di una notte di mezza estate del “nostro” Pepè. Questa è un’altra delle sue trovate perchè si parli ancora di lui e non passi del tutto nel dimenticatoio. Infatti, anche se da poco tempo sono terminate le elezioni comunali, la gente a mala pena riesce a ricordarlo, anzi, per la verità non vede l’ora di dimenticarlo. Ma poi che bisogno ha Pepè di ricorrere a questi mezzucci? Si tornerà a parlare di lui per tutti i processi che pendono sul suo capo e sulle probabili condanne che gli piomberanno addosso. Ormai di lui potranno rivivere solo le sue barzellette, e quest’ultima mancava ancora nel suo repertorio.

  3. beltranda on said:

    ma insomma, tutti dite che è avvocato, e dimenticate che è anche docente di diritto in una scuola secondaria della prov. di agrigento. quando si reca a scuola? e se è esonerato a che titolo lo è? e se è in servizio presenta ogni anno la richiesta al dirigente per poter esercitare la libera professione?

  4. OCCHI DI GHIACCIO on said:

    Gentile Direttore,
    Il nostro pala-diffamatore al suo tempo Pepè Arnone,è rimasto da solo come un povero bassotto circondato dai leoni. Pepè miaoooooooo

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