“Illegittima segnalazione alla Crif”: il Tribunale condanna Bcc Agrigentino

“Illegittima segnalazione alla Crif”: il Tribunale condanna Bcc Agrigentino

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Importante decisione giudiziaria ad Agrigento

Il Tribunale di Agrigento in composizione collegiale ha rigettato il reclamo proposto dalla Banca di credito cooperativo agrigentino confermando  l’ordinanza novembre 2014 e ha dichiarato illegittima la segnalazione effettuata nei confronti di una società che aveva pagato una rata  di mutuo in ritardo. In accoglimento totale della tesi dell’avvocato Giuseppe Accolla, il Tribunale ha messo la parola fine a questa vicenda che ha visto per ben due volte soccombere l’istituto di credito e affermando che la banca, prima della segnalazione alla Crif, Centrale rischi finanziari, avrebbe dovuto avvisare gli interessati tramite raccomandata con avviso di ricevimento a mezzo del servizio postale Poste Italiane.

La banca è stata quindi condannata alla cancellazione dell’iscrizione comunicando alla Crif l’illegittimità della segnalazione, oltre al pagamento delle spese legali.

Il caso in oggetto – commenta l’ avvocato Accolla – costituisce uno dei tanti punti di criticità nei rapporti tra la Banca e la propria clientela: a fronte di un mero ritardo nel pagamento di una rata di prestito spesso le banche procedono alla segnalazione del nominativo del proprio cliente in violazione delle prescrizioni regolamentari vigenti in materia e delle indicazioni fornite dalla Banca d’Italia attraverso i periodici aggiornamenti trasmessi agli enti interessati .

Si tratta di un potere concesso dalla legge alle banche che dovrebbe essere utilizzato con notevole prudenza atteso che la segnalazione è fonte di gravi conseguenze per i segnalati ai quali viene sostanzialmente inibito l’accesso al credito , e che, invece sovente , viene utilizzato con estrema leggerezza e in totale spregio delle regole.

Ciò è avvenuto nel caso di specie e ciò è stato sanzionato dal Tribunale di Agrigento.

In caso di illegittima iscrizione a una centrale rischi (Crif, Experian, CTC, Banca d’Italia) il consumatore non solo ha diritto a ottenere l’immediata cancellazione dei propri dati, ma ha diritto al risarcimento dei danni.

 

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