Immigrati, scafista pentito: “Certificati falsi per ricongiungimenti”

Immigrati, scafista pentito: “Certificati falsi per ricongiungimenti”

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Nuredin Wehabrebi Atta, il trafficante pentito

Afweke Yared
Afweke Yared

“Afweke Yared falsificava i certificati dello stato di famiglia e di residenza di altri stranieri: per ogni certificato falso guadagnava tra 500 e 600 euro. Questi certificati falsi consentivano ai titolari di avanzare, anche alla prefettura di Agrigento, domanda per il ricongiungimento familiare di altre persone che in questo modo potevano arrivare in Italia”. Sono dichiarazioni del primo trafficante di immigrati pentito, l’eritreo Nuredin Wehabrebi Atta, che svela i retroscena del network transnazionale che fa business con la tratta di esseri umani. Atta ha deciso di collaborare con la Procura della Repubblica di Palermo, guidata da Francesco Lo Voi. I verbali delle sue dichiarazioni sono stati depositati oggi nel corso dell’udienza preliminare a carico dello stesso Atta, collegato in video conferenza da una località protetta, e di altri otto stranieri accusati di aver partecipato all’organizzazione dei viaggi di immigrati. L’accusa era rappresentata dai sostituti Calogero Ferrara e Claudio Camilleri. Secondo il pentito eritreo, il capo dell’organizzazione, Emias, “prende circa 800 euro a migrante che in parte veniva utilizzata per pagare i poliziotti libici ed altri funzionari pubblici, e tenendo di conto del numero di migranti che vengono caricati in ogni imbarcazione -ha aggiunto- posso affermare che per ogni viaggio l’organizzazione riceve complessivamente circa 500 mila euro”.

 

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