Pubblicato il: ven, giu 15th, 2012

Immigrazione, extracomunitario tenta suicidio, Uil Polizia: cosa si aspetta ad intervenire?

“Si è evitata la tragedia ed ancora non si fa nulla”: in questo modo esordisce il segretario generale Uil Polizia di Agrigento Carlo De Benedetto in riferimento al tentativo di suicidio, nella giornata di ieri, da parte di un extracomunitario, rinchiuso, insieme ad altri connazionali, in una struttura gestita dalla protezione civile a Licata. “Non è possibile, infatti, che questa struttura, nata per le necessità delle prime emergenze della protezione civile, sia diventata, negli ultimi tempi, pur in presenza di gravi carenze igienico-sanitarie, un vero e proprio “centro di accoglienza” dove la permanenza dei migranti si protrae, anche, per diversi giorni”. “E’ necessario che questi migranti, dopo la prima accoglienza, vengano portati in strutture idonee, riconosciute dal Ministero dell’interno, anche perché, diversamente, se dovesse accadere, loro, qualcosa, gli unici responsabili sarebbero i poliziotti, rei solamente di aver eseguito ordini”. “In questi ultimi giorni – continua De Benedetto – la situazione è  stata incandescente ma è stata tenuta sotto controllo dalle forze di polizia presenti sul posto, le quali, grazie anche alla vicinanza dei vertici della Questura di Agrigento, sono riuscite, con spirito di sacrificio e abnegazione, ad evitare tumulti, sommosse e tentativi di fuga di gente oramai esasperata per le condizioni in cui è costretta a vivere”. “E’ il momento di dire basta” – conclude il segretario generale della Uil Polizia di Agrigento – “E’ il momento, oramai giunti ad un “punto di non ritorno”, che ognuno, che ogni Ente, faccia, concretamente, la propria parte, in modo da evitare inutili tragedie, a meno che non si voglia, ancora una volta, fino alla fine, gravare gli uomini e le donne della Polizia, di incombenze e di responsabilità che vanno, ben oltre, i propri compiti istituzionali”.

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