Inchiesta “Duty Free”: chiesti 24 rinvii a giudizio

Inchiesta “Duty Free”: chiesti 24 rinvii a giudizio

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Blitz Duty free, logo

Il 24 febbraio davanti al giudice Giuseppe Miceli: l’inchiesta “Duty free”, che ha svelato un presunto giro di tangenti all’Agenzia delle Entrate in cambio di favori e annullamenti di sanzioni tributarie, approda in aula per l’udienza preliminare.

Il pubblico ministero Andrea Maggioni ha chiesto per i ventiquattro indagati il rinvio a giudizio. Il provvedimento è firmato anche dal capo dell’ufficio Luigi Patronaggio e dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo. Sei dei trenta indagati iniziali erano già usciti di scena quando, nel maggio scorso, i Pm disposero la chiusura delle indagini.

Nei loro confronti la Procura chiederà l’archiviazione. Il blitz della Guardia di Finanza è scattato il 10 dicembre del 2015.

In carcere, allora, sono finiti i  funzionari dell’Agenzia: Antonio Vetro, 46 anni, Vincenzo Tascarella, 62 anni, Giuseppe Cumbo, 63 anni, e Giuseppe Castronovo, 56 anni, tutti di Favara.

Arresti domiciliari per Pietro Pasquale Leto, 63 anni, di Cianciana, direttore provinciale dell’Agenzia di Agrigento; Filippo Ciaravella, 63 anni, funzionario dell’Agenzia; Salvatore La Porta, 43 anni, socio e amministratore della Metalmeccanica agrigentina; Marco Campione, 54 anni, legale rappresentante di Girgenti Acque Spa; Michele Daina, 62 anni, dipendente di una ditta del gruppo Campione; Antonino Migliaccio, 65 anni, di Agrigento, funzionario dell’Agenzia; e Dario Peretti, 40 anni, responsabile dell’Università telematica Unipegaso.

Parecchi degli arresti effettuati vennero annullati dal Tribunale del Riesame.

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