Agrigento

Inchiesta “Giano bifronte”: Riesame scarcera Minafò e Calamaio ma…

Misura cautelare annulla anche per gli indagati Paolo Minafò, palermitano, funzionario dell’Irfis, ritenuto personaggio chiave dell’inchiesta (finito in carcere e difeso dagli avvocati Vincenza e Nino Gaziano) Ettore Calamaio (finito ai domiciliari e difeso dall’avvocato Ivo Ferrara) e il favarese Vincenzo Milioti (obbligo di firma, difeso dall’avvocato Salvatore Cusumano). Tutti, come gli scarcerati di ieri, Antonio Vetro, prima socio e poi amministratore della società Intersystem srl di Favara, Angelo Incorvaia e Valerio Peritore di Licata amministratori e soci della Omnia srl, erano gravati da pesanti accuse mosse dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta denominata “Giano bifronte” ed arrestati.
E’ stato il Tribunale della riesame (presieduto da Marina Pino) ad annullare la misura cautelare su istanza dei legali di fiducia. Ma il provvedimento, questo va detto, non censura il lavoro di indagine svolto dalla Guardia di finanza – con il coordinamento della Procura della Repubblica – il cui valore probatorio resta efficace ed intatto.
Infatti, la decisione del Tribunale del Riesame motivata dal “difetto di motivazione” inerisce direttamente il provvedimento di cattura laddove – scrive il Riesame – manca la valutazione autonoma e critica da parte del Gip che ha fatto proprie ed integralmente le argomentazioni del Pubblico ministero. Ciò, specificano i giudici del Tribunale della libertà, non è praticabile dovendo il Gip argomentare con proprie autonome valutazioni.
Il blitz, eseguito dalla Guardia di Finanza e coordinato dal sostituto procuratore Andrea Maggioni, è scattato lo scorso 21 giugno e riguardava l’ipotesi di un sistema correttivo – nascosto sotto finte consulenze – per accedere legittimamente ai prestiti erogati dall’Irfis.
Adesso è facile ipotizzare un nuovo intervento di tipo giudiziario che entri nel merito delle osservazioni formulate dal Riesame ed elimini in toto le ragioni che hanno determinato l’annullamento della misura cautelare.
mi-piace

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