Inchiesta Girgenti acque, terminati primi interrogatori politici

Inchiesta Girgenti acque, terminati primi interrogatori politici

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Grandangolo 39 del 10 ottobre 2015- sui politici e Girgenti acque

Sono terminati gli interrogatori dei politici sentiti dalla Procura di Palermo nell’ambito dell’inchiesta su ‘Girgenti Acque’, la società che gestisce il servizio idrico in molti comuni dell’agrigentino.

Sono stati ascoltati dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dal Pm Gery Ferrara, come persone informate sui fatti, il deputato nazionale del Pd Angelo Capodicasa, ex governatore siciliano, ma anche Giovanni Panepinto, deputato del Pd all’Ars e l’ex parlamentare regionale di Forza Italia Vincenzo Giambrone.

L’inchiesta verte sulla gestione della società guidata dal noto imprenditore Marco Campione, recentemente rimasto coinvolto nell’inchiesta “Duty free”, raggiunto da misura cautelare revocata dal Tribunale del Riesame. Ai tre politici è stato chiesto, tra l’altro, se abbiano mai ricevuto pressioni da Campione ma anche notizie sulla gestione dei comuni, dal momento che Panepinto oltre a essere deputato è anche sindaco del piccolo comune di Bivona e Vincenzo Giambrone sindaco di Cammarata, nell’agrigentino. Ma l’inchiesta, sembra essere rivolta non essenzialmente all’assumificio di cui tanto si è discusso e polemizzato negli ultimi mesi. Dovrebbe esserci e c’è molto di più tenuto conto, innanzi tutto, dell’autorità giudiziaria procedente, appunto la Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Facile ipotizzare una ipotesi investigativa che si nutre, tanto da incardinare la competenza, di episodi di natura mafiosa.

In primo luogo va ricordato che sulle vicende di Girgenti acque, sulle modalità di un preteso condizionamento mafioso e su numerosi aspetti legate alla gestione della società, si è soffermato più volte il collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati che ha focalizzato la sua attenzione non solo sulle vicende legate all’ultima gestione, quella di Campione, ma anche alla gestione a conduzione catanese, in origine ebbe il predominio una società etnea, la Acoset che proprio Di Gati aveva messo in relazione all’ex governatore Raffaele Lombardo. I verbali di Di Gati così come la testimonianza dell’allora maggiore dei carabinieri Arcidiacono (entrambe le attività sono cristallizzate nel processo per mafia a carico di Lombardo celebratosi a Catania) sarebbero a caposaldo dell’attività investigativa odierna che i magistrati inquirenti hanno allargato ben oltre all’assumificio di cui si è sempre parlato. Rapporti societari, gestione di società, presunti interessamenti della politica rispetto anche al gruppo Campione sono al centro dell’inchiesta che, inevitabilmente, ad ogni politico interrogato (come aveva auspicato Grandangolo nell’ottobre del 2015) non lesina la classica domanda: “Lei ha ottenuto assunzioni a Girgenti acque?”.

Ma, lo ribadiamo, ci sembra l’aspetto più appariscente che  più importante.

Gli interrogatori continueranno anche nei prossimi giorni tenendo presente che i politici li stanno interrogando direttamente i pubblici ministeri a Palermo mentre gli assunti, i presunti beneficiari delle raccomandazioni, sono stati già quasi tutti interrogati dai carabinieri del colonnello Andrea Azzolini.

 

 

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