Agrigento

Inchieste Super-Camera commercio e Sac: tutti intercettati: Brandara, Lattuca (ma anche Lo Bello, Bianco, Agen ed altri)

La Procura di Catania ha fatto notificare un avviso di conclusione indagini per undici indagati, per falsità ideologica commessa da un privato in atto pubblico, nell’ambito dell’inchiesta sulla costituzione della nuova Camera di commercio della Sicilia Orientale.

E’ quanto emerge dalla richiesta di archiviazione presentata al Gip delle posizioni del commissario ad acta, Alfio Pagliaro, e di due suoi collaboratori dirigenti dell’Ente: Giovanni Brafa Musicoro e Stefano Alì. Al centro delle indagini, presunte false attestazioni – la Procura ne contesta 81 – di autocertificazioni prodotte da organizzazioni imprenditoriali per l’assegnazione dei seggi consiliari nell’organismo camerale.

La notizia è questa, battuta ieri dalle agenzie e pone fine ad un’intricatissima vicenda che ha arroventato la già arroventata estate 2016 quando a tenere banco nei pensieri della politica, dell’imprenditoria e del commercio non c’era solo la vicenda della Super-camera di commercio della Sicilia orientale ma anche la nomina dell’amministratore delegato della Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania.

Nel contesto di queste vicende che hanno raggiunto toni elevatissimi, polemiche a iosa e denunce su denunce, la Procura della Repubblica di Catania, giustamente, ha messo sotto intercettazione i telefonini di tutti i protagonisti, diretti ed indiretti, i cui risultati, davvero sorprendenti, per toni e modi, sono stati condensati in un rapporto di 141 pagine della Squadra Mobile etnea firmato, oltre che dal capo, Antonio Salvago, da una vecchia conoscenza agrigentina, vale a dire il valente ex capo della Squadra mobile della città dei templi, Salvatore Montemagno.

E così si scopre che l’agrigentina Maria Grazia Brandara, commissario straordinario all’Irsap e destinataria di pesanti minacce recapitate sotto forma di plico postale contenente proiettili, è finita intercettata dal 5 agosto 2016 sino al successivo 19 settembre successivo. Monitorata passo passo restano tracce di iperattivismo e di incontri con i personaggi principali della vicenda in più luoghi dell’Isola. Inevitabilmente, insieme a Maria Grazia Brandara, direttamente intercettata, finiscono sotto controllo anche chi con lei conversava. E dentro il calderone delle registrazioni finiscono anche personaggi eccellenti come il vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, il sindaco della città metropolitana di Catania, Enzo Bianco e molti altri.

Mariella Lo Bello e Maria Grazia Brandara

Mariella Lo Bello e Maria Grazia Brandara

Le intercettazioni, impietose, disegnano scenari furibondi.

L’avvocato Antonio Fiumefreddo viene preso di mira ed indicato come il “cattivo consigliori” del presidente della Regione, Rosario Crocetta (cattivo perché non in sintonia con i desiderata degli altri contendenti). Gli interlocutori non si danno pace e si interrogano: “Perché Fiumefreddo esercita questo potere su Crocetta”?. La domanda, a parte qualche illazione pesante, resta senza risposta.

Per la cronaca va detto che la posizione di Brandara (ma anche di Bianco, Laneri e gli altri) per la Procura è da archiviare.

Anche l’agrigentino Alessio Lattuca, titolare di Confimpresa Euromed, finito al centro dell’inchiesta sulle liste gonfiate di enti associati e per il quale si profila già il processo per falso ideologico, viene intercettato a partire dal 7 maggio 2016 con procedura d’urgenza.

Ed anche in questo caso emerge dalle conversazioni uno spaccato inquietante per qualità di colloqui, toni e modi. Direttamente o indirettamente vengono ascoltate le conversazioni, tra le altre, anche di Piero Agen (destinato, secondo boatos alla guida della Super-camera di commercio della Sicilia orientale, ndr)che spara a zero su Crocetta e sull’avvocato Fiumefreddo ed entrambi prendono di mira anche Ivan Lo Bello: “Lattuca dice che anche se (Lo Bello) millanta amicizie molto importanti chiamando per nome le varie autorità nazionali ma oggi nessuno crede a questo, Agen conferma che al momento tutti si guardano bene da dargli troppa amicizia. Lattuca lamenta il fatto che Lo Bello ha fatto un danno gratuito allo stesso Lattuca, Agen dice che se questi deve passare con un caterpillar sopra la gente, per un suo interesse, lo fa senza rimorso alcuno”).

La cronaca odierna, per tornare all’attualità dei fatti, ci segnala che nella richiesta di archiviazione avanzata al Gip, firmata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dai sostituti Andrea Ursino e Monia Di Marco, emerge anche che è stata disposta l’iscrizione di un fascicolo separato per approfondimenti su “talune irregolarità evidenziate dall’indagato Alfio Pagliaro” in una sua memoria difensiva. Sono state stralciate le posizioni di altri cinque indagati perchè “sono in corso accertamenti sulle modalità di deposito in via telematica dei bilanci delle imprese”.

Per questa parte dell’inchiesta la Procura di Catania ha già conferito un incarico di consulenza tecnica. Il fascicolo era stato aperto dopo denunce di diverse associazioni di categoria che si sono costituite come parte offese.

Sono rappresentate dagli avvocati Antonio Fiumefreddo, Attilio Floresta, Francesco Silluzzo e Ruggero Razza che hanno annunciato opposizione alla richiesta di archiviazione.

Nell’ambito dello stesso faldone principale, si evince dalla richiesta di archiviazione della Procura di Catania che il 27 giugno scorso sono state separate le posizioni di altri cinque indagati – Silvia Rifici, Fabio De Vivo, Marinella Grasso, Natascia Pesce e Anna Cherubino – perchè sono in corso indagini sul deposito telematico dei bilanci delle imprese.

Gli avvisi di conclusione indagine per falso ideologico sono stati emessi per l’agrigentino Alessio Lattuca, rappresentante dell’associazione ‘ConfimpresaEuromed‘ (contestati 29 presunti falsi); Gino Sciotto, della Federazione provinciale Fapi Catania (11); Davide Raccuglia, della Confederazione italiana degli esercenti e commercianti (Cidec) di Siracusa (7); Riccardo Galimberti, di Confcommercio-Imprese per l’Italia con sede a Catania (14); Filippo Guzzardi, di Confesercenti Catania (6); Giuseppe Giglio di Unsic Catania (2); Giovanni Selvaggi di Confagricoltura Catania (2); Riccardo Santamaria di Confesercenti Ragusa (2); Massimo Franco di Confagricoltura Siracusa (1); Giuseppe Bulla di Transfrigoruote Italia Assotir (6); e Giovanni Sebastiano Rinzivillo dell’associazione Fai Catania (1).

Nella richiesta di archiviazione la Procura di Catania richiama il provvedimento con il quale il Gip Marina Rizza, il 23 luglio del 2016, ha rigettato una richiesta dei Pm del sequestro preventivo di tutta la documentazione depositata all’assessorato regionale all‘Attività produttive relativa alla nuova Camera di commercio della Sicilia orientale.

“Fermo restando il rilievo penale delle false attestazioni nelle autocertificazioni prodotte dalle organizzazioni imprenditoriali ai fini dell’assegnazione dei seggi consiliari – ha scritto tra l’altro il Gip – non si comprende come e perchè il fatto così’ come descritto sarebbe imputabile al Pagliaro, non essendo stato offerto alcun elemento indiziario dal quale poter desumere che costui abbia concorso nella detta illecita condotta sub specie di contributo morale o materiale”.

Secondo il Gip, inoltre, sarebbe emerso che “le false attestazioni non abbiano in concreto influito sulla regolarità degli esiti della procedura di assegnazione dei seggi, per l’intervenuta rinunzia delle organizzazioni responsabili delle stesse e per l’intervenuta estensione dei controlli a campione”.

Inoltre, è stata chiesta l’archiviazione dell’inchiesta, per mancanza di titolo, sulla nomina di Ornella Laneri, che si è poi dimessa, dalla carica di amministratore delegato della Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Catania.

L’istanza di archiviazione presentata dalla Procura riguarda i cinque indagati per abuso d’ufficio: l’ex Ad di Sac Ornella Laneri, l’attuale Ad Nico Torrisi, il sindaco di Catania Enzo Bianco, i commissari nominati dalla Regione siciliana Maria Grazia Brandara, Roberto Rizzo e Antonino Lutri, e il commissario della Camera di commercio di Siracusa Dario Tornabene.

La richiesta è stata presentata lo scorso 27 giugno, ma la notizia si è appresa nell’ambito dell’inchiesta per falso ideologico sulla Camera di commercio della Sicilia orientale sfociata nella notifica di undici avvisi di conclusione indagini e nella richiesta di tre archiviazioni.
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